|
Indice
|
La
Redazione
Le notizie scelte
L'archivio Notizie:
Clicca QUI
per visualizzare la lista delle notizie dell'archivio sull'argomento |
| | | |
Dossier
- Droga e repressione
| La lotta alla coca nel parco della macarena (Colombia) |
|
19/01/06
|
da
Ansa
Bogotà, 19 gennaio 2006
È
scattata oggi nel parco naturale colombiano di La Macarena, ubicato
nel dipartimento di Meta (Colombia sud-orientale), una operazione
di distruzione di piantagioni di coca che mobiliterà nei
prossimi quattro mesi 960 contadini impegnati a sradicare manualmente
le piante che servono alla fabbricazione della cocaina.
(nella foto una di queste piantagioni)
Secondo fonti della polizia sono 4.600 gli ettari coltivati illecitamente
nella Macarena, un quinto rispetto ai 20.000 totali della riserva,
in una zona fra l'altro dove è forte la presenza delle Forze
armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) che il governo accusa
di attività di 'narcoterrorismo', e anche dei paramilitari
delle Autodifese unite della Colombia (Auc). (nella
foto un laboratorio per la raffinazione della cocaina nel parco)
Il presidente colombiano Alvaro Uribe ha ordinato questa massiccia
operazione lo scorso 29 dicembre, dopo che le Farc avevano ucciso,
proprio in una zona attigua al parco, 29 militari impegnati in una
precedente operazione di distruzione di piantagioni di coca.
Per proteggere le ricchezze del parco le piantagioni verranno rase
al suolo a colpi di machete, e non con il metodo della fumigazione,
la pratica utilizzata in altre zone del Paese che ha però
suscitato proteste per il rischioso impatto ambientale.
Tuttavia,
secondo il quotidiano colombiano El Tiempo, non è
escluso che il governo, in caso di eccessive resistenze sul terreno,
ricorra in un secondo momento alla eventualità dell'aspersione
di pesticidi via aerea, riproponendo però il dibattito su
possibili danni all'ecosistema del parco.
Circa 25.000 pesos (poco più di nove euro) è il compenso
giornaliero di uno dei contadini reclutati in tutta la Colombia
e che saranno impiegati in quella che è stata ribattezzata
ispirandosi al nome del parco, 'Operazione Macarena' (nella
foto narcos ricercati dal governo colombiano).
Già adottata in alcune situazioni l'anno scorso, la tecnica
di sradicamento manuale ha permesso di distruggere con successo
32.000 ettari di foglie di coca.
Data la delicatezza del contesto dove sono quotidiane le scorribande
della guerriglia di sinistra, ha ricordato in una intervista il
comandante della polizia nazionale, generale Jorge Daniel Castro,
un contingente di 1.500 poliziotti garantirà la sicurezza
dell'operazione.
Il rappresentante in Colombia dell'Ufficio dell'Onu contro la droga
ed il delitto, Sandro Calvani, ha detto che le Nazioni Unite hanno
dislocato undici osservatori per seguire l'avanzamento dei lavori
ed avviato un piano di sviluppo per la zona, «un centro strategico
delle Farc, che la hanno 700 uomini, e che si finanziano con 4.600
ettari di coltivazioni illecite e con il traffico di armi».
Il generale Castro si aspetta perciò «una resistenza
iniziale dei guerriglieri», ma assicura che i guerriglieri
«finiranno col ritirarsi».
L'operazione presenta molte insidie perchè, sostengono fonti
militari, le Farc hanno seminato molte mine antiuomo.
Sul terreno sono forti le tensioni fra la popolazione, perchè
la più antica guerriglia sudamericana ha ordinato, secondo
voci raccolte sul posto, ai contadini di evacuare la zona perchè
altrimenti saranno considerati «collaboratori dell'esercito». |
|
| | |