da Algheronotizie.it
Alghero,17 marzo 2006
Il problema delle carceri sta diventando una bomba a orologeria.
Indegno di un paese civile in cui gli istituti di pena devono, per
legge, rieducare e reintegrare la persona.
Strutture sovraffollate, violenza, personale insufficiente, condizioni
igieniche precarie e soprattutto 20.000 persone in attesa di giudizio.
Una vergogna, tanto più che il 30% di questi verrà
giudicato innocente.
Molte sono le forze politiche, dal centrodestra al centrosinistra,
che dichiarandosi garantiste, almeno a parole, paiono volere contrastare
questa situazione.
Negli
Istituti di Pena italiani ci sono quasi 60.000 detenuti, di questi
quasi 3.000 sono donne e 65 di queste cercano anche di crescere
i loro bambini.
Sono invece 23.500 quelli che hanno una pena inferiore a tre anni.
La Sardegna conferma il triste trend nazionale: su 1.661
detenuti, più 48 donne, il 30% è rappresentato da
extracomunitari.
Unaltra fetta consistente è costituita da tossicodipendenti.
Solo nel carcere di Buoncammino di Cagliari, il 60% dei reclusi
ha problemi di droga e di questi il 90% è affetto da malattie
psichiatriche.
Il dato è allarmante.
Le
carceri, analizzando i dati, sono strutture ricolme di tossicodipendenti,
extracomunicati e malati psichici.
Un situazione devastante, indegna di un paese civile.
La ricetta del Ministro della Giustizia, il leghista Castelli, è
quella di costruire nuove carceri.
Lamnistia, annunciata per tutta la legislatura è promossa
è rimasta solo un promessa.
Le carceri stanno diventando, ed i dati della casa circondariale
di Alghero lo confermano, dei luoghi di permanenza momentanea in
cui i detenuti entrano ed escono senza che ci sia nessun tipo di
recupero della persona.
Chi esce dal carcere si ritrova in una condizione peggiore di quella
in cui è entrato.
E ciò produce dei danni notevoli sia a queste persone che
alla società intera.
Non esiste alcun recupero della persona.
Il carcere diventa un luogo in cui non si cura la malvivenza
ma anzi si peggiorano le situazioni di persone, che già non
avendo nulla da perdere, non gli resta che dedicare la loro vita
allillegalità.
Elias
Vacca, avvocato penalista, membro del coordinamento nazionale giustizia
del Pdci e candidato con lo stesso partito alle prossime politiche,
può dire qualcosa su questargomento che conosce molto
da vicino.
«Sulla realtà giudiziaria e di conseguenza carceraria,
già precaria, sono arrivati ad influire due leggi: lex
Cirielli e soprattutto la Bossi Fini», afferma Vacca
che, continuando, evidenzia come lex Cirielli abbia influito
negativamente su questa situazione: «sono stati annullati
tutti i benefit: per i reati reiterati e recidivi non si ha più
nessun aiuti, sono state annullate tutte le attenuanti generiche».
Ma
non ritiene giusto che chi compia in modo continuato dei reati perda
questi benefit?
No e spiego perché.
I tossicodipendenti commettono tanti piccoli reati, microreati,
recidivi e reiterati, appunto.
Ed i provvedimenti compresi nella ex-Cirielli non faranno altro
che alimentare e far perdurare la situazione attuale senza alcun
tipo di salvaguardia per la società ma neanche senza alcun
recupero di questi cittadini che continueranno ad entrare ed uscire
dal carcere.
Ma
secondo Lei che correzioni avrebbe dovuto inserire il legislatore?
La legge Cirielli non prevede nessun tipo di percorso di recupero
della persona: ne Sert, né altre misure. In questo modo le
galere scoppieranno di persone che non avranno più un futuro,
la condanna deve anche prevedere una speranza di recupero sennò
si producono solo rifiuti umani».
Lei
condanna anche la nuova legge sulle droghe, detta legge Fini, perché?
Come se non bastasse, a questa situazione già gravosa, si
aggiunge lequiparazione delle droghe tra pesanti e leggere.
E come se non si volesse prendere atto della realtà.
Così facendo, il legislatore riconosce luguaglianza
delle droghe e anche i consumatori si sentiranno legittimati a mettere
sullo stesso piano hashish, eroina, ketamina e marjuana.
Io non fumo, non mi drogo, ho provato lo spinello ma ho capito che
evidentemente non faceva per me e me ne sono tenuto sempre lontano.
Detto questo, sono convinto che ognuno possa fare quello che vuole
con il proprio corpo.
Quale
sarebbe la sua alternativa?
Io sono per la legalizzazione delle droghe leggere e per la somministrazione
controllata di quelle pesanti, questo per contenere il danno.
Non si può criminalizzare luso.
Questa legge crea un vincolo sempre più stretto tra spacciatore
e drogato che vengono messi sullo stesso piano e che invece andrebbe
spezzato.
Il
problema della droga si collega a doppio filo con la situazione
insostenibile della carceri, cosa si dovrebbe fare?
Se il dato che emerge è che lo stato decide di reprimere
allora le carceri devono essere migliorate sennò quella che
dei carcerati è una pena nella pena.
La condanna non comprende il fatto di vivere dentro delle topaie.
Dovrebbe starci molta meno gente, con delle finalità rieducative
della pena.
Qualora vincesse il centrosinistra, alle prossime elezioni, annuncio
che questa legge verrà cambiata subito.
La legge Fini non rappresenta altro che il potere che si accanisce
contro i più deboli, dei derelitti umani che sono in maggior
parte sono tossicodipendenti.