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Morto Albert Hofmann, lo scopritore dell’LSD
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Dentro un rave illegale, dall'sms alle anfetamine. Ecco cosa accade
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Marijuana : sarà possibile coltivarla in giardino?
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Argentina: passaggio chiave per riforma legge sulle droghe
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L'abuso non ha età: nel 2020 più che raddoppiati i consumatori over65
03/04/08
Cassazione; il figlio spaccia?... toglietelo ai genitori
31/03/08
Brasile: scoperta prima piantagione di coca Ogm
16/03/08
Mosè sotto l'effetto di droga sul Sinai
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Cannabis, scandalosa erba medica
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Cannabis, l'oro verde del Sud. L'autoproduzione diventa business
Salvo Palazzolo
Dipendenza psichica da cocaina, scarcerata per le cure
13/02/08
Canzoni drogati
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Droga: due anni d’immobilismo, ora aspettiamoci tempi bui
Vincenzo Donvito
Vitali: Nasce il trafficante fai da te
16/01/08
Ma il kit di controllo irrita i genitori
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Ecco le nuove droghe dei ragazzi
Valentina Avon
Chavez-choc: 'Mastico coca ogni giorno' e in Venezuela scoppia la polemica
21/01/08
La canna in tribuna può andare in Tv?
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Papavero record
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Baby eroina
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Cannabis: dietrofront della Cassazione
11/01/08
Quella strana voglia di portarsi a casa Azouz
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02/01/08
Olanda: polizia, 'erba' libera in tempo libero
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'Stanze del consumo'; sarà la volta buona?
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Margara: la legge Gozzini va difesa a oltranza
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Droghe: alla ricerca della politica perduta
Sandro Margara
Scandalo nel mondo del wrestling, la Wwe sospende 10 big del ring
01/09/07
Don Pierino Spa
Marco Lillo
Gino Paoli: il wiskey come una droga, dopo 15 anni ne sono uscito
Margherita De Bac
Catturato il nuovo boss della droga colombiano
Guido Conti
La vera storia di don Pierino: 4 anni passati in carcere
06/08/07
Quarto Oggiaro nelle mani dei padrini
Andrea Galli
L'UDC Mele: 'Ero io con la squillo ma mi dimetto'
30/07/07
Un'occasione mancata per valutare la nuova legge
Franco Corleone
Los Angeles e il 'Miglio della coca'
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Adesso torniamo ai dati di realtà
Susanna Ronconi
Lotta alla coca in Colombia: spruzza, uccidi e scappa
27/06/07
Le sanzioni, più che un’occasione, sono un ingombro
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La catena produttiva dell’illegalità e i suoi costi
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la catena produttiva dell’illegalità e i suoi costi
Carla Rossi
Il governo ha perso la bussola
Susanna Ronconi
G6: preoccupazione per l'esplosione della domanda di cocaina in Europa
Massimo Nesticò
Rio, è proprio guerra
13/04/07
Droghe: Emirati; non voglio morire per un grammo di fumo
06/04/07
Un vaccino contro la cocaina
Gian Antonio Orighi
Io, studente spacciatore per la Milano bene
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Gli ultimi mesi di un tossicodipendente documentario shock scuote gli Usa
27/03/07
Dopo il Tar il governo faccia chiarezza
Francesco Maisto
Sorry, lo spinello fa male
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Vi racconto l'impero della cocaina
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Studio inglese; predisposizione alla dipendenza è innata
02/03/07
No all’acquisto di oppio afghano per produrre morfina
02/03/07
Disavventure tossiche tra i vip Usa
05/02/07
L'era dei web tossici
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Una classe dirigente che può finire in polvere
Giacomo Amadori
Giustizia: è tempo di riforme
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Questa droga è un inferno di cristallo
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Fiumi pieni di droghe
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Droghe: la strategia dei quattro pilastri
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Droghe: la stupefacente mossa del governo
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Mosca, incendio in ospedale 45 vittime, tutte donne
09/12/06
Forum droghe: Comunicato stampa: Aboliamo la Fini-Giovanardi
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Speranze dalla cannabis
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Con 20 spinelli si spaccia
04/04/06
La nuova legge colpisce soprattutto fumatori marijuana
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Ecco le tabelle degli stupefacenti
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29/03/06
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17/03/06
L'Unione si impegni a cancellare la Bossi-Fini
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«Stanze per drogarsi» Il piano della Toscana
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Droga, la Camera vota la fiducia
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Approvata la legge Fini sulla droga
08/02/06
Le tre novità della legge Fini
08/02/06
Antogone: Comunicato stampa
Patrizio Gonnella
La legge della discordia
Emilia Patruno
Educazione o carcere?
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Bocchino: ho fumato. Ma i colonnelli lasciano solo il leader: noi mai
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1 detenuto su 4 è tossicodipendente, in un anno aumenteranno di 20-30mila unità
27/01/06
Fermare lo stralcio Giovanardi
27/01/06
Tunnel di un chilometro collegava Messico a Stati Uniti
27/01/06
Droga, scatta la tolleranza zero
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Dopo la legge da Far West ora tocca al carcere per chi fuma spinelli
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Droga: sì del Senato alla legge Fini
Flavia Amabile
Droga, a chi va il 'Fondo per le comunità giovanili'?
23/01/06
La lotta alla coca nel parco della macarena (Colombia)
19/01/06
Arriva la Legge, fermiamo il Ministro
Franco Corleone
In carcere tossicodipendente un detenuto su quattro
07/12/05
Minisommergibili in viaggio per la coca
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Morto Eddie Guerrero, star del wrestling
15/11/05
Io sballo con i genitori
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Nelle cliniche dei dodici passi
Angelo Bucarelli
Anche in Italia cannabis contro il dolore
Mario Pappagallo
Don Gino Rigoldi: diffusione epidemica della cocaina
25/10/05
Coca e festini, blitz a Roma
Flavia Amabile
La grande ipocrisia
Giancarlo Dotto
Droghe: 'a Palermo contro Fini', antiproibizionisti in piazza
11/10/05
Overdose dopo il coca party a Torino, in coma Lapo Elkann
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Il governo accelera sulla nuova legge anti-droga
08/10/05
Tutti in pista
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Cocaina. Vivere sopra le righe
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'Sono un tossico, curatemi', la confessione di Calissano
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Droghe: meeting di Palermo a rischio
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Arrestato il boss della droga Paolo Di Lauro
16/09/05
Droghe e Internet, caccia aperta
Alessandro Biancardi
Droghe: in Afghanistan meno coltivazioni di papavero da oppio
07/09/05
Colla, vernici, gas: il nuovo sballo, allarme per le 'droghe povere'
08/09/05
Le droghe e il disagio giovanile
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Cresce il consumo di cannabis e cocaina
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Droga: resta vuota la poltrona del capo dipartimento
16/06/05
Quando si dica: 'fare di tutta l'erba un fascio'
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Fuori i tossicodipendenti dalle galere
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Eroinomani a 12 anni
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Cuore di cannabis
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In migliaia a Roma per la cannabis libera
Angelo Mastrandrea
Il sindaco di Maastricht: i coffee shop devono legalizzare anche la produzione
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Alcol, il primo bicchiere a 11 anni ai ragazzi italiani il record europeo
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Singolare contestazione al nuovo istituto per detenuti tossicodipendenti di Castelfranco Emilia
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Smacchia: "Droga, c'è ancora molto da fare"
don Egidio Smacchia
Castelli e la cura coatta
Luigi Manconi
Droga: sfida integrata tra domanda e offerta
Redazione Progettouomo.net
Comunicato stampa sul carcere di Castelfranco Emilia
Ass. Antigone
Olanda, cannabis in giardino
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Le verità nascoste
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In carcere non c'è recupero
Angela Abbrescia
Fumare erba è reato? Allora piantatela
Fabrizio Rondolino
San Patrignano raddoppia, carcere per tossicodipendenti
Sabrina Deligia
Siamo tutti drogati
Giovanna Zucconi
La valutazione degli esiti nel sistema delle dipendenze
Luigi Fabbris
Ragazzi normali e insoddisfatti si sballano ai rave
24/01/05
Svizzera: il numero dei morti per overdose del 2004
29/12/04
A caccia di droga
Guido Ambrosino
Villa Maraini, indagati 6 responsabili del 'progetto carcere'
Stefano Arduini
Scoop: la nuova droga dagli Usa
09/01/05
Per i cocainomani comunità solo nel weekend
21/12/04
L'Europa a due velocità
Maurizio Baruffi
Karzai dichiara guerra all'oppio
09/12/04
Agnoletto soddisfatto della politica europea sulla droga
15/12/04
Strategie comuni e scientifiche europee per la droga
15/12/04
«Un adulto su 5 ha fumato cannabis». Il piano europeo anti-droga
Alberto D'Argenzio
Fuma per non bucarsi e il giudice lo assolve
23/11/04
Questa è la legge peggiore
don Luigi Ciotti
Al Senato la legge sulla droga, 10 spinelli e si rischia il carcere
Maria Novella De Luca
Droga cocktail killer
Paola Cascella
Lezioni di cannabis, deve intervenire Galan
20/10/04
Siamo tutti drogati
Giovanna Zucconi
Cannabis nella serra della scuola per marijuana terapeutica
Saverio Correr
Un'alternativa alla legge Fini
01/10/04
Chi si droga non va in cella
Gianni Rossi Barilli
No all'arresto dei tossicodipendenti se non spacciatori
29/09/04
Il museo della droga di New York
13/09/04
Tossicodipendenze: il ministero An dell’internamento
09/08/04
Droga e alcol, per l'Eurispes
24/08/04
La cannabis inibisce i tumori
17/08/04
Morire per uno spinello. A ventun anni
Piero Ruzzante
Prima con le trombe, poi in sordina...
Nicolò Pisanu
Per la Fed. Italiana Comunità Terapeutiche: Drogarsi non è un diritto
FICT
Pubblicata la Relazione sullo stato delle tossicodipendenze in Italia 2003
Redazione progettouomo.net
Un manifesto liberal sulle droghe
Franco Corleone
La "Società della Ragione", manifesto antiproibizionista
13/07/04
Marijuana fatta in casa meglio della giamaicana
30/06/04
Parma: giornata mondiale contro le dipendenze
28/06/04
Ho preso droga e mi è servito
22/06/04
Il Consiglio dei Ministri approva il DDL Fini sulle droghe
05/03/04
Consumi al plurale
01/03/04
Il “drogato” che è tra noi
01/03/04
Blair propone un test antidroga per gli studenti
23/02/04
Il prezzo della droga tracciato dagli economisti
01/02/04
Le stanze del consumo a Francoforte
01/02/04
In Svizzera dieci anni di droga di Stato
02/02/04
Una battaglia culturale contro la legge Fini
25/01/04
Art Garfunkel arrestato per possesso di marijuana
Repubblica
Detenuti sottoposti al trattameto metadonico, dati
Dati Dap
Magistratura democratica contro la proposta di Fini
09/12/03
Il bastone e la canna
05/12/03
Sertena Grandi è libera
26/04/04
Corleone: operazione di polizia paradossale
21/11/03
La droga viaggia sul Web
21/11/03
Quando scatta l'arresto
13/11/03
La controproposta dell'Ulivo
13/11/03
Da oggi detenere droga è sempre reato
14/11/03
La risposta al disagio non è il carcere
14/11/03
Bandito il commercio di oppio nella Birmania del nord
28/04/04
Don Gelmini: salto di qualità
14/11/03
Approvato il ddl di Fini sulle droghe
14/11/03
Giro di vite del Governo sullo spinello
12/11/03
Le modifiche alla legge droga proposte da G. Fini
11/11/03
E' boom di droga e alcool
23/10/03
Genitori contro Manu Chao per istigazione alla maijuana
30/10/03
Articoli per fumatori
30/10/03
Il boom della cocaina
23/10/03
La droga allunga il passo
14/10/03
Le differenze necessarie
13/10/03
Alcol e droga, il lato oscuro dei manager
13/10/03
Fulvio Scaparro: Il fumo e gli struzzi
13/10/03
Lettera a La Repubblica sulla politica proibizionista
Franco Corleone
Elena Rosci, psicologa: «Ma il vero problema sono le incertezze dell’età»
09/10/03
Il tunnel comincia alle medie
07/10/03
Tentati dalla droga già a scuola
07/10/03
Le famiglie distinguano la ribellione dal disagio
05/10/03
Metadone: la forza del pregiudizio
07/03
Non solo marijuana
03/10/03
Musicisti contro la repressione
30/09/03
In Germania tracce di coca sul 90% delle banconote
26/06/03
Un sondaggio
28/09/03
Sanità: spinello pericoloso
27/09/03
Cannabis, cosa ne pensa Garattini
27/09/03
Non serve punire ma curare
24/09/03
Servono cure, non manette
23/09/03
Tra i giovani che si drogano vince la "cultura" dell’estremo
25/09/03
Il consumo di ecstasy salito del 70 per cento
24/09/03
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Dossier - Droga e repressione
Coca in villa, trappola per due italiani
Massimo A. Alberizzi

da Corriere della Sera di Massimo A. Alberizzi
Nairobi, 28 marzo 2006

Angherie, violenze, pestaggi in cella e il rischio concreto per due italiani residenti in Kenya di essere condannati all’ergastolo per un reato che – secondo diversi documenti riservati raccolti dal Corriere della Sera - non hanno commesso: traffico di droga.
(nella foto: Rocchi House, la villa di Malindi dove è avvenuto il sequestro di 1,2 tonnellate di cocaina il 14 dicembre 2004)


Una tonnellata e duecento chili di cocaina (valore 70 milioni di euro) per cui il settantenne Angelo Ricci, foggiano, e sua moglie (43 anni) Estella Duminga Furuli, argentina-calabrese, da 14 mesi marciscono nelle fatiscenti galere di Nairobi.
Con loro 5 kenioti, incriminati per lo stesso reato.
Intanto hanno raccontato la loro vita nelle carceri africane: per mangiare devono scartare insetti e vermi dal cibo, dormono per terra e subiscono umiliazioni di ogni genere.
Il processo è ricominciato ieri, 27 marzo.

Quella che può sembrare una banale storia della antinarcotici sta prendendo le dimensioni di un vero ciclone.
Le testimonianze e i documenti raccolti dal Corriere della Sera a Nairobi e a Mombasa (il porto del Kenya in cui è transitata la droga), coinvolgono le più alte cariche dello Stato keniota, e lambiscono persino il presidente della repubblica Mwai Kibaki.
Da alcuni mesi il Kenya è sconvolto dagli scandali che hanno investito ministri e funzionari dello Stato.
Le accuse contro la classe dirigente sono pesanti e spesso provate: corruzione, concussione, sottrazione di denaro pubblico, nomine di giudici compiacenti e rimozione di quelli instancabili, attacchi e irruzioni della polizia nelle sedi dei quotidiani impegnati nella ricostruzione di giganteschi “furti di stato”, depistaggi di indagini, omicidi e morti sospette.
Una Tangentopoli in terra d’Africa che sta provocando dimissioni a catena, tra cui quella del ministro della giustizia Kiraitu Murungi e quella, più clamorosa, del potentissimo ex ministro della sicurezza nazionale Chris Murungaru, fino a pochi mesi fa un uomo intoccabile.

L’estate scorsa il Foreign Office aveva tolto a Murungaru il visto di entrata in Gran Bretagna.
Ufficialmente il motivo non si è mai saputo, ma, secondo i diplomatici di stanza a Nairobi, era chiaro ed evidente: “Riciclaggio di denaro e traffico di droga”.
Il reato di cui sono accusati Angelo Ricci e la moglie Estella rientra ora in questo complicato quadro.
I due vengono arrestati il 14 dicembre 2004 a Malindi, dopo che la polizia fa irruzione in una villa, Rocchi House, che la coppia aveva dato in affitto a sei olandesi e un keniota, Gorge Kiragu, per conto del proprietario, Pompeo Rocchi, un altro italiano.
Nel giardino gli agenti trovano un motoscafo con la chiglia imbottita di panetti di cocaina purissima (800 chili).
Nello stesso momento altri gendarmi del Cid (Criminal Investigative Division) entrano nel vecchio aeroporto di Nairobi, a Embakasi, e trovano in un container, altri 400 chilogrammi di droga appartenente alla stessa partita.
Angelo Ricci e la moglie Estella vengono immediatamente arrestati e con loro altri 6 kenioti, compreso uno di origine indiana.
Da allora vivono la loro allucinante esperienza in due carceri di Nairobi.

In una lettera in possesso del Corriere, datata 12 ottobre 2005 e indirizzata a Francis K, Muthuara, segretario particolare del presidente della Repubblica, Mwai Kibaki, l’ex Direttore della Pubblica Accusa (la terza più alta carica giudiziaria keniota), Philip Murgor, scrive a pagina 5: “Sono convinto che le investigazioni e le accuse nel caso della cocaina, quando io ero in carica, sono state indirizzate solo a coprire il gigantesco traffico, in modo tale da lasciare intatto il cartello che opera tra Sud America, Kenya e Olanda”. In un altro passaggio, il documento spiega:” Nello stesso tempo il caso ha subito interferenze grossolane che ha visto impegnato direttamente il Solicitor General (la quarta carica giudiziaria del Paese, ndr) con alcuni individui all’interno della presidenza della Repubblica”.
Philip Murgor viene silurato il 25 maggio dell’anno scorso, mentre cerca di far luce sulle accuse di corruzione, sottrazione di denaro pubblico e arricchimenti illeciti dei massimi personaggi della politica keniota.
“Mi hanno fatto fuori perché volevo individuare i veri responsabili del traffico di cocaina, indagando nei potenti ambienti che l’hanno coperto.
I due italiani non c’entrano assolutamente nulla, sono usati come capro espiatorio.
Se li condannano sarà solo per evitare che vengano scoperti i veri colpevoli”, dichiara senza mezzi termini l’ex capo dei procuratori intervistato dal Corriere della Sera.
Il sequestro della tonnellata e passa di cocaina avviene il 14 dicembre 2004 su una precisa nota degli investigatori olandesi ai colleghi kenioti.
Il documento segnala, con dovizia di particolari, la presenza nel Paese africano di “parecchie tonnellate” di “neve”.

Ad Amsterdam sono appena stati arrestati presunti trafficanti legati alla filiera di Malindi: Robertus Johannes Stehman, Hendrik Baptiste Hermanj, Johan Neelen, Arien Gorter e Marinus Hendrik van Wezel.
Secondo un documento di cui il Corriere ha preso visione l’informativa data 8 dicembre. Passano dunque sei giorni dall’irruzione della polizia nel deposito di Embakasi e nella villa di Malindi.
“Un tempo sufficiente – come spiega un altro documento in possesso degli investigatori kenioti e mai arrivato in tribunale – per permettere agli occupanti olandesi della Rocchi House di impacchettare senza fretta i loro effetti personali, pagare i salari dello staff, da Malindi volare a Nairobi, passare una notte al Pan Afric Hotel e prendere comodamente un aereo per lasciare il Kenya”.
“Tutto ciò – come scrive in un'altra lettera Murgor – non può essere avvenuto senza la complicità della polizia e dei suoi alti vertici”.
In una denuncia alla procura della Repubblica, l’ex numero tre del sistema giudiziario keniota piazza tra i responsabili dell’immenso depistaggio il capo della Polizia Criminale (Cdi, Criminal Investigative Department), James Kamau, e l’ispettore Peter Njeru, il grande accusatore dei Ricci e degli altri 5 imputati locali, tra cui Davies Alexander Gachago, figlio di un ministro keniota ai tempi di Jomo Kenyatta, primo presidente del Kenya.
Ma non risparmia critiche a Stanley Murage, stretto consigliere del Presidente della Repubblica.

Per seguire il caso, subito dopo il sequestro, Murgor individua un procuratore donna che ha seguito corsi di narcotraffico (lui la definisce “magistrato capace, caparbio e incorruttibile”), sperimentato in altri difficili casi.
Ma il 28 dicembre, quando l’allora Direttore della Pubblica Accusa è in vacanza, la signora viene esautorata e sostituita con un magistrato fatto rientrare precipitosamente dalle vacanze, Oriri Onyango, l’attuale accusatore in tribunale, che non si era mai occupato di droga prima.
L’ordine di cambiare il magistrato viene impartito da Wanjuki Muchemi, Solecitor General (un grado più basso di Murgor) e partner in affari, secondo una visura camerale in possesso del Corriere, di Cristopher Ndarati, a sua volta socio di Murungaro. Murgor dopo alcuni mesi di investigazioni chiede a Onyango a che punto sono le indagini, ma non ottiene risposta. Per due volte lo sollecita.
Niente. Solo dopo una terza richiesta riceve una scarna lettera in cui, tra l’altro, il sostituto procuratore quello che oggi in tribunale chiede la condanna dei Ricci, dichiara testualmente: “Non ci sono assolutamente evidenze che questi tre accusati (e si riferisce oltre ai due italiani all’indiano, poi prosciolto in gennaio scorso, ndr) siano direttamente o indirettamente coinvolti nel traffico illegale di droga.
Tuttavia, per provare che avevano permesso l’uso della casa data loro in gestione a gente intenzionata a vendere e distribuire droga, è importante mantenere l’accusa principale di traffico di stupefacenti, nonostante le prove siano assolutamente insufficienti per giustificare la loro detenzione” (letteralmente in inglese “notwithstanding insufficient evidence to warrant their conviction in those counts”). Ciononostante i Ricci e gli altri sono in galera da 14 mesi.

In Kenya circolano insistenti voci che la cocaina nei depositi della polizia non ci sia più, sostituita da pacchetti di farina o gesso.
I “tutori dell’ordine” se ne sarebbero già impadroniti e l’avrebbero loro stessi messa in circolazione. Il 31 gennaio 2005 il direttore della polizia criminale, James Kamau, senza informare gli uffici della procura e senza ottenere il permesso della corte, ordina al sostituto procuratore Oriri Onyango di distruggere la cocaina.
Un passo gravissimo, con il quale, sostiene un funzionario di polizia che vuol restare anonimo: “Si può bruciare una tonnellata di farina ed entrare in possesso della droga”. Murgor intercetta la lettera con l’ordine e convoca nel suo ufficio sia il sostituto procuratore Oriri Onyango sia l’ispettore del Cid Peter Njeru, autori del tentativo di distruzione del corpo del reato.
Ordina loro di effettuare i test individuali su ciascuno dei 954 pacchetti di droga sequestrati (in precedenza solo 42 erano stati testati).
Ma il capo della polizia, James Kamau rifiuta di eseguire quanto disposto dal magistrato.

Anche le ambasciate americana e britannica esercitano pressioni sul procuratore generale Amos Wako.
Temono che la partita sequestrata rientri in circolazione e chiedono analisi serie e non a campione.
“Le faremo”, promette Wako, ma quando gli viene sollecitata la partecipazione di esperti occidentali, non si sbilancia e non promette nulla, provocando un certo disappunto tra i diplomatici che erano andati a trovarlo nel suo ufficio.

Da Wako ci va pure l’ambasciatore italiano, Enrico Di Maio, ma il colloquio è deludente.
“Dov’è finita la cocaina?”, domanda poi Murgor, in una lettera con cui protesta per l’andamento delle indagini.
Negli ultimi mesi agli aeroporti di Londra e di Amsterdam sono stati fermati membri dell’equipaggio della Kenya Airways, la compagnia di bandiera keniota, appena sbarcati mentre cercavano di introdurre in Europa pacchetti di droga.
Un documento spiega che le analisi effettuate su quel narcotico mostrano come sia dello stesso tipo di quello sequestrato a Malindi e Embakasi.
“Da dove proveniva?
Dalla partita sequestrata o da quella scomparsa?”
chiede ancora Murgor ricordando che la nota degli investigatori olandesi parlava di ‘parecchie tonnellate’ di cocaina” e a Malindi ed Embakasi ne è stata sequestrata solo poco più di una tonnellata. Un paio di giorni fa Keriako Tobiko, l’uomo chiamato dal presidente della Repubblica a sostituire Murgor come Direttore della Pubblica Accusa ha di nuovo chiesto alla corte il permesso di bruciare la partita di droga: “per motivi di sicurezza nazionale”.
Nonostante l’ambasciata americana e quella inglese sono insorte chiedendo di nuovo: “Prima testate uno per uno tutti i pacchetti”, il giudice Aggrey Muchelule (il magistrato che deve giudicare anche i Ricci e gli altri coimputati ha dato il via all’operazione distruzione.

Il falò, davanti al quale saranno chiamate le telecamere, è previsto per venerdì 24 marzo alle 11.
Nessuno potrà con esattezza stabilire cosa sarà bruciato, ma i diplomatici a Nairobi ne sono sicuri: “Non sarà cocaina”.
La società Pepe Inland Port gestisce una parte del porto di Mombasa.
Dalle sue banchine sono passati i container dentro i quali la polvere bianca è entrata in Kenya.
In un primo momento era stata accusata anch’essa di aver partecipato al grande traffico.
Per difendersi si affida all’avvocato Kiriuki Muigua.
In una lettera, riservata e inviata alle ambasciate a Nairobi di Venezuela, Colombia, Olanda e Stati Uniti, l’avvocato Muigua, denuncia chiaramente il Criminal Investigation Department e il suo capo James Kamau di aver depistato le indagini. L’avvocato accusa Kamau di aver inventato una parte della storia della droga.
“Noi abbiano ritirato 2 container che avrebbero dovuto contenere mobili provenienti dalla Cina. Pesavano 3 tonnellate.
Nelle loro indagini gli investigatori di Kamau parlano di un container solo di poco più di una tonnellata”.
“Ecco la spiegazione di come sono scomparse due tonnellate - aggiunge l’ex capo dei procuratori Margor –. Potrebbe averle imboscate la polizia”.

Un fatto inquietante è poi avvenuto il 19 febbraio 2005: l’assassinio “accidentale” di Erastus Chemorei, il comandante della polizia che, nella scuola di addestramento per agenti di Mombasa, aveva in custodia la droga sequestrata a Malindi e a Embakasi.
Da quanto tempo quella partita di narcotico si trovava in quel campo?
“Nell’inchiesta - c’è scritto in un altro documento in possesso della presidenza della Repubblica keniota e avuto in copia dal Corriere - le persone intervistate hanno dato versioni diverse e contrastanti”.
“E’ istruttivo ricordare – conclude la stessa nota in proposito – che Chemorei è stato ucciso da poliziotti venuti da Nairobi”. Le ambasciate occidentali a Nairobi sono preoccupate di quanto sta accadendo e hanno attivato un coordinamento per esercitare pressioni sul governo keniota affinché liberi gli italiani e gli altri accusati, che considerano detenuti illegalmente.
Stranamente a queste riunioni non partecipano gli olandesi che pure dovrebbero sapere chi sono i veri trafficanti giacché, il sequestro di cocaina è avvenuto proprio grazie alla loro informativa.
Il numero due dell’ambasciata dei Paesi Bassi, Gerard Duijfjes, contattato dal Corriere della Sera, si è chiuso in uno strettissimo riserbo.
“Gli investigatori sono venuti qui da Amsterdam, ma non ci hanno consultato”, ha detto.
Ha poi confermato che Anita - la moglie olandese di Gorge Kiragu, l’unico occupante keniota di Rocchi House, arrestato nei Paesi Bassi, dove aveva tentato di rifugiarsi dopo i sequestri di Malindi e di Embakasi - insegnava alla scuola olandese di Nairobi.
“Ma quando gli è stato chiesto come mai non avessero controllato il curriculum della professoressa prima di assumerla a scuola”, ha salutato e chiuso il telefono.
La collaborazione degli olandesi sembra essenziale per risolvere il caso dei detenuti.
“Il vostro governo deve esercitare pressioni sull’Aja perché dica quello che sa – sostengono gli avvocati dei due italiani, John Khaminwa e James Gekonge Mouko -.
Loro possono risolvere il caso in pochi minuti”.
Intanto il tempo passa e i coniugi Ricci stanno marcendo in carcere.