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Dossier
- Droga e repressione
| Lotta alla coca in Colombia: spruzza, uccidi e scappa |
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27/06/07
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da
Panorama
27 giugno 2007
Sono
stati i campioni di sangue a parlare, quelli prelevati su un campione
di 24 ecuadoregni che vivono nel raggio di tre chilometri dalla
frontiera settentrionale con la Colombia.
Sotto
accusa sono finiti così gli spray letali spruzzati dal governo
colombiano sulle piantagioni di coca come deterrente.
Se linchiesta è potuta partire è stato tutto
merito dalla tenacia dei ricercatori dellUniversità
Cattolica di Quito insospettiti dal forte aumento di disturbi di
vario genere in una parte della popolazione a partire dal 2000.
Vomito, diarrea, dolori intestinali, vertigini, mal di testa, bruciore
degli occhi e della pelle, eritemi in continuazione, insomma la
lista era lunga e complessa tale da richiedere oltre ad un intervento
medico immediato anche una seria e approfondita ricerca delle cause.
La
verità non ha impiegato molto a venire a galla. 24 pazienti
presentano danni al loro DNA fino all800% in più rispetto
alla popolazione che vive a 80 chilometri di distanza, con altissimo
rischio di cancro e di compromettere del tutto le generazioni future.
Sotto accusa è finito il glifosato, un erbicida venduto alla
Colombia dalla statunitense Monsanto con il nome di Roundup,
già noto ai ricercatori europei per i suoi effetti letali,
e spruzzato per via aerea con generosità sui campi che si
trovano nella zona di confine e coltivati a coca.
Larea ai confini con la Colombia, dove vive il campione analizzato,
è dal 2000 considerata una zona di grande criticità
per le enormi coltivazioni della pianta da cui si ricava la droga.
Nel solo 2006 il Diran, la direzione antinarcotici della Polizia
Nazionale Colombiana sostenuta dal governo degli Usa, ha coperto
di Roundup 171.613 ettari, cioè il 24% in più rispetto
allanno precedente. Gli scienziati di Quito aspettano adesso
di vedere pubblicato il loro studio sulla prestigiosa rivista scientifica
Genetics and Molecular Biology.
Un primo passo per sensibilizzare lopinione pubblica del mondo
intero.
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