da
la Repubblica di Salvo Palazzolo
Palermo, 13 febbraio 2008
Lo chiamano l'oro verde del Sud.
Centinaia di ettari perfettamente curati, decine di serre sparse
tra Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, un numero imprecisato
di vivai che lavorano a pieno ritmo per rifornire di piantine -
che poi diventeranno arbusti alti due metri - una nuova e molto
particolare generazione di agricoltori.
L'oro verde del Sud è la cannabis, da cui si producono
marijuana e hashish.
nella
foto: Piante di cannabis sequestrate dalla polizia
Chi
coltiva la cannabis non è in realtà un vero
contadino, ma neppure un criminale incaricato da chissà quale
organizzazione di trafficanti.
I nuovi produttori di cannabis hanno 25-30 anni, al massimo
40.
Sono studenti, impiegati, imprenditori e commercianti.
Spesso con qualche insuccesso professionale alle spalle, quasi sempre
senza precedenti penali.
Sono
un vero esercito, a leggere l'ultima relazione semestrale della
Direzione centrale dei servizi antidroga.
Un esercito che si ingrossa ogni giorno. L'anno scorso, la Cassazione
aveva stabilito: "Non commette reato solo chi coltiva in casa,
e per uso personale".
Ma quest'anno, è arrivato il dietrofront degli ermellini:
"È penalmente rilevante la coltivazione anche di una
sola piantina".
Qualche
cifra. Nel 2006, da Bolzano a Ragusa, sono stati pescati 150 neo-coltivatori
di cannabis.
Nei primi sei mesi del 2007 la quota era già salita a 228.
Vuol dire che in un anno il numero si è quasi quadruplicato.
E per l'intelligence antidroga si è aperta ufficialmente
la stagione di un'inedita guerra contro l'esercito dei produttori
fantasma.
Dice ancora il rapporto della Direzione centrale dei servizi antidroga
che il bilancio degli ultimi sequestri di carabinieri, polizia e
finanza è stato da record nel 2007.
Al primo posto c'è la Sicilia, con 1.426.974 piante di cannabis.
Segue la Calabria, con 7.250 esemplari, che restano da record nazionale,
perché l'acqua dell'Aspromonte ha fatto germogliare piante
alte fino a tre metri.
In Campania e in Puglia ne sono state trovate un migliaio.
Applicando
l'antica regola della Dea americana - "In materia di droga
il sequestrato è poco meno del 20% del circolante" -
si arriva a cifre stratosferiche.
È come se nel Mezzogiorno ci fosse un'unica enorme piantagione
di cannabis, grande quanto un parco nazionale. Con tutto
ciò che ne deriva: la cosiddetta "filiera", che
dal produttore al trafficante al consumatore coinvolge migliaia
di persone.
Ma
chi sono veramente i protagonisti dell'ultimo business agricolo
italiano?
Eccoli, gli insospettabili.
Lo studente Pasquale F., 24 anni, da Siracusa, si mise in posa davanti
all'ultima pianta di cannabis nascosta nel giardino del nonno e
si immortalò col videotelefonino.
Però, aveva fretta di tornare a casa e perse per strada il
marsupio con il telefonino e le foto.
Quando i carabinieri lo convocarono, Pasquale F. offrì subito
una ricompensa all'onesto cittadino che aveva ritrovato quanto gli
apparteneva: qualche minuto dopo, confessava in lacrime.
Il giardiniere Alessio Abbate, da Palermo, era invece sicuro di
aver fatto le cose per bene, dopo anni di letture collezionate in
una vera e propria biblioteca casalinga.
Ma una serra fra le ville liberty di Mondello non poteva
passare inosservata.
Davvero tanti insospettabili hanno cominciato con il vaso in balcone
e poi, prendendo gusto al business che vale 400 euro a pianta, hanno
iniziato a lavorare su grandi numeri.
L'oro
alto due metri cresce soprattutto nelle vallate ben nascoste attorno
a Partinico, un tempo capitale del vino, oggi laboratorio dei nuovi
assetti della mafia palermitana.
Cresce lungo la costa sud della Sicilia, da Castelvetrano a Gela,
dove le serre della droga confinano con quelle delle melanzane.
L'oro verde cresce ancora fra i ruscelli che scorrono dentro il
cuore dell'Aspromonte, in mezzo a Cardeto e Bagaladi.
Sulle terrazze della costiera Amalfitana il gran caldo dello scorso
luglio ha invece anticipato il periodo di maturazione.
A Brindisi, i nuovi agricoltori fanno concorrenza ai trafficanti
albanesi.
Dicono gli 007 dell'Antidroga che gli insospettabili preferiscono
però restare nei campi.
Alla commercializzazione ci pensano gli altri della filiera.
I produttori
più grandi di Sicilia avevano scelto un ettaro a San Cipirello,
nel regno un tempo dei boss Brusca.
"Quello era un investimento per la criminalità organizzata",
spiega il colonnello Teo Luzi, comandante provinciale di Palermo.
I proprietari di quella piantagione da un milione di arbusti erano
due imprenditori che cercavano di farsi strada nei vuoti di mafia
del dopo Provenzano.
Le indagini proseguono, per comprendere meglio il loro ruolo. "Al
momento - dicono i carabinieri di Monreale - abbiamo fermato il
finanziamento che dalla piantagione poteva arrivare ad altri affari".
Uno
degli ultimi pentiti di mafia, Emanuele Andronico, aveva avvertito:
"Dietro il boom dei vivai di cannabis c'è Cosa nostra".
Così, sempre più spesso, gli insospettabili cercatori
dell'oro verde si ritrovano a incrociare qualche "strano signore",
come l'ha chiamato qualcuno.
Il signore delle mafie.
Per acquistare semi o piante.
Per pagare la "tassa" del territorio.
Ma questi sono solo problemi successivi.
Cominciare non è difficile.
Il
decalogo del perfetto coltivatore è su Internet.
Il sito più gettonato (dall'inequivocabile titolo freecannabis,
sede in Svizzera) continua a lanciare proclami antimafia prima di
offrire le istruzioni per la semina: "Bisogna autoprodurre
per non doversi affidare agli spacciatori".
I cercatori dell'oro verde vantano una visione della società.
"Si fanno forti del fatto che l'uso di eroina e cocaina è
disapprovato oltre che percepito come rischioso per la salute",
spiegano gli esperti del ministero della Solidarietà sociale
nel rapporto al Parlamento: "Maggiore tolleranza si rileva
rispetto alla cannabis".
Un'indagine
di Ipsad-Italia spiega che "il 35-40 per cento della popolazione
scolarizzata tra i 15 e i 19 anni approva l'uso di cannabis
e lo stima come comportamento non a rischio per la salute".
Estendendo l'indagine ai più grandi, emerge che in Italia
i "sì" alla cannabis sono ormai quasi 10
milioni.