da
Notiziario Aduc
Roma, 18 Ottobre 2008
Si
trova facilmente e costa poco, pochissimo, ovvero quanto un pacchetto
di sigarette.
Con 5 o 10 euro "porti a casa eroina da fumare, con gli amici
o anche solo", conferma Francesco, un ragazzino romano di 16
anni appena. 
"Ormai
conviene più dellhashish, costa di gran lunga meno
dellerba mentre lo sballo è altamente superiore.
Leroina fa viaggiare, e te la vendono gli stessi da cui prima
trovavi solo fumo e marijuana.
La sera a Ponte Milvio, uno dei punti di ritrovo dei giovanissimi
della capitale, ad esempio basta passeggiare per sentirne nellaria
lodore acre".
Ed
è subito boom.
Tanto che al Sert dellAsl Roma C, il centro in Piazza San
Giovanni, confermano che sono sempre più i ragazzini che
a 14-15 anni ne fanno già uso.
"Purtroppo la prova arriva anche dalle nostre indagini - asserisce
Sebastiano Vitali, direttore superiore della Polizia di Stato del
Servizio operativo antidroga del Dcsa (Direzione centrale servizi
antidroga).
Cè
un pericoloso mutamento di mercato.
Se prima leroina era concepita come una droga da disperato",
il tossicomane con i buchi sulle braccia, laccio emostatico e siringa
pronti alluso, "ora, con questa nuova modalità
di consumo, sta diventando una droga socializzante e non invasiva,
esattamente come la cocaina".
E intanto il mercato cresce a passi da gigante.
"Il
92% della produzione mondiale appartiene allAfghanistan, e
tra il 2006 e il 2007 laumento di produzione di eroina allinterno
del Paese asiatico è stato di ben il 63%".
Con ripercussioni inevitabili anche sul nostro mercato.
"Che, non a caso, serve anche il Centro e Nord Europa e detiene
il secondo posto nel vecchio continente per numeri di sequestri
messi a segno".
A
far schizzare la produzione afghana è stata la perdita di
potere dei talebani, passati dal ruolo di rigidi moralizzatori e
censori delluso e della produzione di eroina "a quello
di principali detentori del mercato", spiega Vitali.
Un
mercato senzaltro redditizio, "da cui i talebani tirano
fuori grandi quantitativi di denaro per finanziare armi e esplosivi",
spiega Vitali.
Oltre alla raccolta di oppio, "si sono appropriati anche della
raffinazione, un tempo demandata ai turchi.
Ora, invece, i talebani hanno aperto laboratori di lavorazione nel
Sud del Paese, ai confini con Turchia e Siria: è lì
che loppio viene trasformato in eroina e quantaltro".
Più
disponibilità, dunque, e nuove strategie di marketing
messi a punto dalla malavita: "Mini-dosi da 5 e 10 euro - spiega
il capo del Servizio operativo antidroga - per promuoverne la circolazione.

Leroina si fuma e non ci si buca, dunque viene meno la paura
della siringa e la percezione del tossico, di cui le nuove generazioni
non hanno neanche il ricordo.
Tira maggiormente perché non riesce più a far scattare
il campanello dallarme".
"Il
principio attivo", in queste dosi a prezzi stracciati, "si
aggira intorno al 15% della sostanza, il resto è composto
da schifezze.
Ma visto il grande quantitativo che si sta riversando sul mercato
non è da escludere che giri anche eroina purissima, a cui
il corpo di chi ne fa uso non è abituato e che pertanto potrebbe
rivelarsi letale".
La
strategia messe a punto per conquistare nuovi consumatori sembra
funzionare ed essere destinata a fare ulteriori proseliti.
"Nellimmediato futuro - stima Roberta Pacifici, dellOsservatorio
fumo, alcol e droga (Ossfad) dellIstituto superiore di sanità
- ci aspettiamo lo stesso trend di crescita che ha contraddistinto
la cocaina negli ultimi anni.
Ormai fumare eroina - fa notare la ricercatrice - costa davvero
poco.
In più la sostanza si trova nei posti più semplici:
accessibile ed economica, ideale per giovanissimi alla ricerca di
sballo".
Fumare
eroina, dunque, fa meno paura, ma i pericoli sono quelli di sempre,
con o senza siringa.
"Certo senza il buco si evitano i rischi collaterali legati
alluso della siringa, vedi infezioni e Hiv.
Ma a livello cerebrale gli effetti sono gli stessi. Tanto che si
diventa dipendenti esattamente come avviene iniettandosi leroina
in vena".
"In
più ci sono tutti i problemi e le ripercussioni a livello
polmonare, legati allinalazione della sostanza".
Ma i giovani che ne fanno uso sembrano non curarsene. "Labbiamo
provata quasi per caso - racconta Francesco, il sedicenne che ha
deciso di narrare la sua esperienza - il tipo che ci vende il fumo
un giorno ci ha chiesto se volevamo provarla, e così io e
gli amici che erano con me labbiamo fumata.
Ne avevamo già parlato con altri, alcuni compagni di scuola,
e ci avevano garantito che era un viaggio pazzesco, da provare.
Così labbiamo fatto, senza pensarci più di tanto.
Eravamo incuriositi e loccasione era a portata di mano".
§
Tre dosi da cinque euro riscaldate su un pezzo di carta stagnola
e inalate a giro.
"Un mio amico mi aveva detto che fumata così - spiega
- era di gran lunga meglio".
Il
problema, secondo chi lotta ogni giorno contro la droga, è
anche nella mancanza di prevenzione, che vede il nostro Paese fanalino
di coda in Europa.
"Eravamo gli unici insieme a Malta a non avere, tra i 27 Paesi
dellUe, un Piano nazionale antidroga, che lavorasse sul duplice
fronte della prevenzione e della repressione.
La Svezia ne è dotata dal lontano 39, quello italiano
è stato varato nellultimo giorno del Governo Prodi".
Non
si inietta in vena, si fuma.
Ma il nuovo trend di consumo di eroina che si sta affermando
tra i giovanissimi "buca comunque il cervello, mettendo fuori
gioco i neuroni in modo irreversibile".
Parola del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega
al contrasto delle tossicodipendenze Carlo Giovanardi, che commenta
il fenomeno delleroina da fumare tra teenager, sottolineando
la necessità "di informare, allertando soprattutto i
giovani e le loro famiglie, e mi riferisco - sottolinea il sottosegretario
- in particolare alla fascia 13-18 anni".
"Gli
adolescenti, i ragazzi - spiega Giovanardi - devono capire che usando
queste sostanze si autocondannano, rovinandosi la vita e bruciando
quella degli altri: pensiamo agli incidenti dauto provocati
da gente che si mette al volante in condizioni pietose.
Se il prezzo delleroina è sceso vertiginosamente -
fa notare il sottosegretario - è solo perché i trafficanti
stanno coltivando consumatori in erba per alimentare il mercato
nei prossimi 20 anni".
E riguardo
alla possibilità che la mancata distinzione - stralciata
dalla legge Fini-Giovanardi - tra droghe leggere e pesanti possa
agevolare la diffusione di eroina tra i giovani, il sottosegretario
è categorico: "quella divisione - afferma - era legata
a unideologia tutta italiana.
La cannabis è nociva come leroina, fanno male
entrambe. Tutte le droghe lavorano sul cervello e creano dipendenza,
questo è il messaggio che deve raggiungere tutti.
Del resto anche le tabelle delle Nazioni Unite non fanno distinzioni
di alcun tipo, dividendo droghe buone da quelle cattive".
Piuttosto
una stilettata per il precedente Esecutivo. "A causa del Governo
Prodi - sostiene Giovanardi - siamo stati ben 2 anni e mezzo senza
dipartimento anti-droga, privi dunque di qualsiasi programmazione
istituzionale sul tema.
Ora, per fortuna, il servizio è stato ripristinato, ed è
al lavoro per allertare i giovani".