San Vittore, 1 Novembre 2003
Le statistiche del Ministero di Giustizia dicono che un terzo circa
dei detenuti è direttamente legato al mondo della droga.
I numeri mi sembrano notevolmente sottostimare il fenomeno, nel senso
che sono convinto che circa un terzo dei detenuti si dichiari, di
sua volontà, tossicodipendente, ma penso che a questo dato
si debbano aggiungere parecchie altre precisazioni.
Ci
sono particolari motivi per i quali non conviene dichiararsi tossicodipendenti
all'ingresso in carcere: in primo luogo perché ciò
comporta essere mandati in sezioni speciali per tossicodipendenti,
che sono l'inferno in terra, per di più mal viste sia dalla
custodia che dagli altri detenuti che in genere disprezzano i "tossici"
per partito preso.
Infatti
per "tossico" in carcere si intende il drogato duro, quello
da eroina, che si buca ed è in crisi d'astinenza.
Nessun cocainomane si sogna infatti di dichiararsi tossicodipendente,
se non ultimamente ed in certi casi specifici, nella speranza di
poter accedere ai benefici entrati in vigore per chi si sottopone
a particolari trattamenti terapeutici. Ma si tratta pur sempre di
una esigua minoranza di furbi.
Questo per non parlare di tutti coloro che prendono pastiglie varie,
fumano canne, mischiano sostanze di tutti i tipi ed alcol o quant'altro
ecc. ecc..
Oltretutto
bisogna dire che, per chi non è proprio arrestato con le
mani nel sacco, una dichiarazione di tossicodipendenza equivale
ad una mezza confessione.
Qualunque giudice non avrà il minimo dubbio nel condannare
chi ammette l'uso continuativo di droga; la familiarità con
gli stupefacenti fornisce non solo il movente, ma rivela un certo
giro d'appartenenza e di propensione a commettere reati. Sarà
quindi comunque un bene togliere un elemento del genere dalla circolazione
("se non ha fatto quello di cui è accusato sicuramente
ne ha fatte delle altre, un po' di carcere non potrà che
giovargli, se non altro riflettere sulla sua condotta
")
Quanto
al tipo di reato considerato in se stesso, esso non si rivela un
buon indice per le statistiche. Si deve considerare che parecchi
in carcere per "reati legati alla droga" non sono tossicodipendenti,
mentre altri che lo sono - tossicodipendenti - non si trovano in
carcere per reati direttamente connessi con la vendita delle sostanze
stupefacenti, ma per reati di altra origine.
Insomma
i numeri sono molti, ed è difficile farli quadrare. Un'esatta
stima è poi resa ancor più complicata dal fatto che
più del 50% degli arrestati sono drogati, e questo solo perché
sono i più visibili, i più soggetti alle varie retate
delle Forze dell'Ordine, ma si tratta di arresti occasionali, roba
da poco, di questi la maggior parte esce subito o nel giro di pochi
giorni.
Gli ospiti a lunga percorrenza delle carceri, quelli cioè
che hanno commesso i reati più gravi, difficilmente sono
persone che si drogano.
Nella mala nessuno si dichiara certo drogato, né tanto meno
tossicodipendente.
Tossicodipendente.
Dipendente da qualche sostanza
ma questa benedetta dipendenza
non deve essere subito identificata con la dipendenza fisica che
per esempio affligge chi usa oppiacei (eroina, morfina ecc.); allora
bisognerebbe distinguere tra assuefazione e dipendenza; esiste una
dipendenza psicologica altrettanto forte che deriva anche da altre
sostanze psicotrope oltre l'eroina, ma che è molto più
difficile da individuare e catalogare (sfuggendo così alle
normali statistiche).
C'è
un po' di confusione, quindi. Nessuno si sognerebbe mai di confondere
quello che la gente crede di se stessa da quello che realmente è;
questa confusione è difficile da evitare, perché i
conti vengono fatti in base a quello che le persone dicono di se
stesse, e questo dovrebbe metterci in guardia.
L'altro
giorno leggevo su un noto settimanale una statistica sulla frequenza
dei rapporti sessuali negli uomini e nelle donne nel mondo.
Nel nostro Paese gli uomini dichiaravano di avere un numero di rapporti
quasi doppio rispetto a quello ammesso delle donne: a questo proposito
nell'articolo non si sollevava nessun dubbio, né al redattore
la cosa era sembrata sospetta.
Dato che i rapporti, per averli, bisogna essere almeno in due, il
dato più rilevante che ne avevo ricavato io è che
-ammessa la sincerità degli intervistati - il numero degli
omosessuali tra i maschi adulti sia spaventosamente aumentato, e
proprio nel Paese dei latin lover...