da
Repubblica
Roma, 11 febbraio 2004
Seduta sospesa, insulti fra alleati, scontro aperto fra Alleanza
nazionale e Forza Italia ed esame della legge rinviato a domani.
L'arrivo in aula della legge Boato ha scatenato una bagarre politica
difficilmente prevedibile.
Nel momento in cui Carlo Taormina, relatore della legge sulla grazia,
ha dato parere negativo a due emendamenti concordati "informalmente"
con i deputati di Fini, Ignazio La Russa ha scatenato i suoi in
quella che il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha
definito "un'indegna gazzarra".
Seduta sospesa e poi tentativo di riconciliazione del forzista Donato
Bruno presidente della commissione Affari costituzionali che porta
ad una nuova interruzione dei lavori. Inizia una riunione della
Cdl su cui pesa la minaccia del coordinatore dei post fascisti:
"Se non si trova un accordo salta la fiducia in Forza Italia, altro
che verifica".
Giornata
nervosa nella camera dei Deputati sotto gli occhi di una classe
di liceali.
Al centro dello scontro il compromesso sulla legge Boato raggiunto
da Fi, Udc e centrosinistra che prevede per la concessione della
grazia ad un condannato un decreto del presidente della Repubblica
e la semplice controfirma del ministro della Giustizia senza che
il condannato ne faccia richiesta.
Una procedura che spalancherebbe le porte del carcere di Pisa ad
Adriano Sofri che si è sempre rifiutato di chiedere la grazia.
E proprio questo ha scatenato i parlamentari di An. C'era, infatti,
un accordo informale con Fi per cui con due emendamenti si sarebbe
introdotto nella legge la "dualità" nella concessione della grazia,
ovvero affidando un ruolo al ministro della Giustizia, e soprattutto
il condannato avrebbe dovuto fare un atto di accettazione della
grazia.
Ma Taormina ha dato parere sui due emendamenti facendo esplodere
la rabbia di An.
Già
ad inizio seduta il coordinatore di An Ignazio La Russa aveva attaccato
il relatore di Forza Italia dicendo:
"Taormina è un coglione".
Poi, quando il deputato forzista stava dando il suo parere agli
emendamenti i parlamentari di Alleanza Nazionale guidati da Ignazio
La Russa hanno cominciato a gridare contro il parlamentare di Forza
Italia:
"Vergogna! Dimettiti!".
La
Russa strillando in piedi, insieme agli altri suoi colleghi, ha
cominciato a chiudere e a riaprire con violenza il banco. Un deputato
di An ha preso i fascicoli degli emendamenti e del provvedimento
ora all'esame dell'aula e li ha lanciati in aria. Il presidente
Pierferdinando Casini ha richiamato tutti più volte all'ordine.
Ma la calma non è tornata e così è stato costretto a sospendere
la seduta. Poi una nuova sospensione, accordata da Casini, è stata
chiesta dal forzista Bruno per trovare un accordo con i colleghi
di An.
"Per ora - ha detto La Russa - il problema riguarda Taormina ma
è chiaro che se i deputati di Forza Italia ritenessero di non modificare
il nostro emendamento la rabbia che ora riguarda solo Taormina diventerebbe
un contrasto di fondo, di fiducia con Fi sulle cui conseguenze non
so e non voglio in questo momento esprimermi, ma che possono anche
essere totali perchè su queste cose non si discute...
Altro che verifica, questo e molto peggio della verifica".
Poi le condizioni di un accordo non si sono trovate e vista la spaccatura
nella maggioranza il forzista Bruno ha chiesto di rimandare la discussione
a domani con La Russa che in aula ha attenuato i toni polemici ma
non ha cambiato la sostanza delle richieste di An.
"Abbiamo assistito in Aula ad una intimidazione fascista in piena
regola ed indegna da parte di deputati della stessa maggioranza,
in particolare della destra.
Questo è il risultato della verifica", è il commento del presidente
dei deputati Ds Luciano Violante.