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Indice
La Redazione
Le notizie scelte
Sofri: lo Stato mi propose un delitto
Antonio Carioti
Giustizia: quante sterili polemiche sul 'prigioniero Sofri'
Patrizio Gonnella
Sofri non torna in carcere: incompatibili le sue condizioni
20/12/06
La legalità ripristinata
Giuseppe D'Avanzo
Sofri libero e difesa dei giudici: Mastella si è già schierato
Marianna Bartoccelli
Ciampi può congedarsi graziando Sofri
04/05/06
Castelli: 'Se avessero deciso prima avrei lasciato il dicastero'
Liliana Milella
Sofri: 52 giorni tra sofferenze e speranze
17/01/06
Caso Sofri, Castelli dice no alla grazia
13/12/05
Sofri. Storia di una disgrazia annunciata
Andrea Marcenaro
Luca Sofri: "Mio padre è sfinito e di Castelli non sa nulla"
14/12/05
Il detenuto Sofri e il record di Sollicciano
30/06/05
I detenuti stanno sempre con gli occhi bassi
Chiara Carenini
Sofri: «Torno alla Normale che mi cacciò»
Alessandra Arachi
Grazia: Ciampi contro Castelli. "illegittimi i suoi veti"
15/06/05
Non firmerò mai la grazia per Sofri
19/06/05
Ciampi contro Castelli: «Sulla grazia non hai potere di veto»
15/06/05
Per Gaber senza Gaber
Giorgia Fazzini
Rutelli: E’ ora di liberare Sofri
Gigi Riva
L'oblio e il prigioniero di Pisa
06/08/04
Sofri, un altro no alla grazia, la Procura generale respinge
06/08/04
Perché Sofri sì?
28/04/04
Berardi: quando morì mio padre nessuno ci aiutò
15/04/04
IL 'N0' DEL MINISTRO MARONI: SI DIMENTICANO LE VITTIME DA REPUBBLICA - ROMA
12/04/2004
La Camera affossa la proposta Boato
03/18/04
Spaccatura nella maggioranza per la grazia a Sofri
11/02/04
Approvata in commissione la proposta Boato sulla grazia
02/02/04
Sofri, solo un uomo che soffre
07/01/04
Io, da sette anni in carcere, conseguenze per chi decise
31/12/03
Caso Sofri: Ciampi si informa con Casini
30/12/03
Boato presenta un ddl per far diventare la "grazia" prerogativa del solo Presidente della Repubblica
24/10/03
Boato: potere di Grazia solo al Quirinale
24/10/03
Respinta la grazia a Bompressi
09/10/03
Perché il caso non è chiuso
Stefano Folli
La grazia a Sofri
Stefano Folli
Pannella fa lo sciopero della fame per Sofri
14/08/03
Sulla "Padania" la posizione del ministro Castelli
19/07/03
Castelli: la legge è uguale per tutti, Sofri non è un caso particolare
19/07/03
Schieramento trasversale bipartisan per la grazia a Sofri
22/07/03
Corleone : Il Quirinale sbaglia su Sofri
21/07/03
Sofri: Bossi alza lo scontro, l'Ulivo insorge
21/07/03
L'archivio Notizie:
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Dossier - Il caso Sofri

Abbiamo seguito in questi ultimi anni passo per passo la vicenda Sofri in tutti i suoi passaggi, tra i vari ricorsi e le discussioni che ha sempre suscitato.

Lo abbiamo fatto non solo per dovere di cronaca, ma perché il suo caso rappresenta un simbolo del pressappochismo e dell'equivoco che troppo spesso caratterizzano le vicende penali e giudiziarie del nostro Paese.

La questione che riguarda l'ex leader di Lotta Continua è stata se non altro utile a suscitare polemiche e controversie su problemi che non erano stati presi nella dovuta considerazione finché hanno riguardato persone meno note e casi più oscuri, dei quali nessuno si era mai preso la briga di occuparsi seriamente al di fuori delle aule di Giustizia, dove vige un altro mondo con un'altra logica e si parla un linguaggio per iniziati incomprensibile ai più.

I nodi che sono venuti al pettine riguardano l'onere della prova nei processi penali, il valore della chiamata in correità, il significato della Corte per i Diritti umani di Strasburgo, la questione della grazia (che per altro Sofri non ha mai chiesto), la fine degli anni di piombo, amnistia e indulto/ino: insomma chi più ne ha più ne metta.

Tutta la faccenda è diventata in questo modo più politica che giudiziaria, con il risultato di generare solo una gran confusione di questioni che, in fondo, con Sofri hanno poco o nulla a che vedere allo scopo, temiamo, di pescare nel torbido.

Così molti si sono serviti e si servono della vicenda Sofri solo per perseguire i loro interessi di parte, raggiungere i loro obiettivi ammantandoli con il suo nome, mentre lui in questo modo continua a marcire in galera.

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Le tappe della vicenda Sofri

Il 17 maggio 1972 l'omicidio Calabresi

La vicenda di Adriano Sofri, condannato in via definitiva per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, va avanti ormai da 15 anni, mentre dall'uccisione di Calabresi sono passati più di trent'anni.
Queste le tappe principali:

17 maggio 1972: Luigi Calabresi, commissario dell' ufficio politico della questura di Milano, è ucciso davanti alla sua abitazione con due colpi di pistola. Era stato al centro di una pesante campagna che gli imputava la responsabilità della morte dell' anarchico Pinelli, caduto da una finestra della Questura, mentre era interrogato sulla strage di piazza Fontana.

20 settembre 1972: al valico di Brogeda sono arrestati Gianni Nardi, Bruno Stefano, estremisti di destra, e la tedesca Gudrun Kiess, su una macchina piena di armi ed esplosivo. Nardi somiglia moltissimo all' identikit dell' uomo che ha ucciso Calabresi. Nel febbraio 1973 i tre otterranno la libertà provvisoria e usciranno poi dall' inchiesta.

13 aprile 1981: depositati al Tribunale di Torino i verbali degli interrogatori del pentito Roberto Sandalo che, riferendo confidenze di Marco Donat Cattin, attribuisce la responsabilità dell' omicidio a una struttura clandestina di 'Lotta Continuà.

28 luglio 1988: su ordine della Procura di Milano sono arrestati Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani, Ovidio Bompressi e Leonardo Marino. L'arresto nasce dalla confessione dello stesso Marino. Bompressi sarebbe l'esecutore materiale, Sofri e Pietrostefani i mandanti e lui stesso l'autista dell' agguato.

2 maggio 1990: Sofri, Bompressi e Pietrostefani sono condannati a 22 anni, Marino ad 11 anni.

12 luglio 1991: la prima Corte d'Assise d' appello conferma la sentenza di primo grado.
23 ottobre 1992: la Cassazione annulla la precedente sentenza e rinvia gli atti alla Corte d'Assise d'appello di Milano.

21 dicembre 1993: la seconda Corte d' Assise d' appello di Milano assolve Pietrostefani, Bompressi e Marino e per effetto estensivo anche Sofri che non ha presentato appello.

27 ottobre 1994: la Cassazione annulla la sentenza d'assoluzione.

11 novembre 1995: la terza Corte d' Assise d' appello condanna Sofri, Bompressi e Pietrostefani a 22 anni, mentre a Marino è riconosciuta la prescrizione del reato.

22 gennaio 1997: la Cassazione respinge tutti i ricorsi.

18 marzo 1998: la Corte d' appello di Milano respinge la richiesta di revisione.

6 ottobre 1998: la Cassazione annulla l'ordinanza di Milano e rinvia alla corte d'appello di Brescia la decisione.

1 marzo 1999: anche la corte d'appello di Brescia respinge la revisione.

27 maggio 1999: la Cassazione annulla l'ordinanza di Brescia, rinviando la decisione alla Corte d' appello di Venezia.

24 gennaio 2000: Venezia rigetta la richiesta di revisione e conferma la condanna. Sofri torna in carcere, Bompressi si costituisce il 7 marzo e il 29 marzo ottiene il differimento per motivi di salute. Pietrostefani resta latitante.

5 ottobre 2000: la prima sezione penale della Corte di Cassazione rigetta il ricorso e la condanna diventa definitiva.

8 ottobre 2001: il Ministero della giustizia decide di non trasmettere al Quirinale la richiesta di grazia di Bompressi che in seguito presenterà un' altra domanda.

29 gennaio 2002: il tribunale di sorveglianza respinge l'istanza di Bompressi per la sospensione della pena. Il giorno dopo Bompressi è arrestato, ma il 21 febbraio ottiene di nuovo
la sospensione.

16 settembre 2002: archiviata l' inchiesta su Valerio Morucci, coinvolto nel 1998 dalle dichiarazioni dell'ex brigatista Raimondo Etro, che racconta di aver saputo da Alessio Casimirri, latitante in Nicaragua e condannato per il sequestro Moro, di un presunto coinvolgimento di Morucci nel delitto Calabresi.

11 ottobre 2002: Bompressi ottiene la detenzione domiciliare per le sue gravi condizioni di salute.
8 novembre 2002: in una lettera pubblicata dal Foglio, il presidente del Consiglio SilvioBerlusconi scrive di ritenere che «sia matura una decisione favorevole alla grazia» per Sofri.

11 giugno 2003: la corte europea dei diritti dell' uomo respinge, perchè 'irricevibile', il ricorso di Sofri, Bompressi e Pietrostefani che chiedevano la revisione del processo denunciando una violazione nei loro confronti del diritto ad un processo equo sancito dall'articolo 6 della convenzione europea dei diritti umani.

4 dicembre 2003: approda in commissione Affari costituzionali della Camera la proposta di legge di Marco Boato, appoggiata da parlamentari di diverse posizioni politiche, che affida al solo presidente della Repubblica la facoltà di concedere la grazia e faciliterebbe la concessione della grazia a Sofri.