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Dossier
- Droga e repressione
Cosa
sta succedendo:
Il Governo, per bocca di Fini, annuncia un disegno di legge
che punisca anche il consumo di droga entro Natale; il Ministro
della salute Sirchia nega la distinzione fra le sostanze; il
ministro Moratti festeggia i finanziamenti a Muccioli con il
vertice dei Ministri UE a San Patrignano.
Dopo l'annuncio a singhiozzo (prima Vienna, poi la giornata
mondiale antidroga) Fini (a destra) ritenta e rilancia l'operazione
"recupero e repressione".
Insomma più morti, più malati, più detenuti
come ricorda Franco Corleone (foto sotto), presidente di Forum
Droghe: leggi
articolo |
Questo
l'obiettivo di una guerra alla droga all'italiana che basa il
suo esistere sull'antiscientificità - "la droga
è un nemico che va combattuto a viso aperto e senza scorciatoie"
- una politica che ormai rinuncia anche trovare una motivazione
pretestuosa per dichiarare la guerra (tipo classificare una
pianta di marijuana quale arma di distruzione di massa) rivendica
a sé la guida morale ed etica della popolazione. |
Punire
l'uso, non distinguere fra sostanze, significa nei fatti condannare
milioni di persone al carcere (chissà, facendo una proiezione
dell'ordinamento attuale, potrebbero essere da 8 a 20 anni anche
per una sola canna) e colpire le politiche di riduzione del
danno che tanta fatica fanno ad imporsi in italia, ma che in
tutta Europa danno risultati sia per quanto riguarda la salute
dei tossicodipendenti che per la sicurezza dei cittadini.
E' un governo che dichiara guerra ai propri cittadini (solo
nel 2002 sono state 11.500 le segnalazioni alle prefetture per
uso di sostanze ex art. 75, dati Ministero dell'Interno), noncurante
degli effetti sulle persone e sulla società di una simile
scelta.
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Il
binomio carcere-comunità e la relativa estensione della sfera
penale risulta funzionale alla repressione di comportamenti, spesso
innocui per la società, con il solo scopo di controllo ed
emarginazione sociale di segmenti di popolazione (v. intervista
a R. Matthews su www.fuoriluogo.it
di Novembre 2002), di cui non interessa più la riabilitazione.
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