L'isola:
Alcatraz, l'isola del carcere di massima sicurezza soprannominato
"The rock",
all'interno
del quale sono stati girati famosi film, quali appunto The Rock
e Fuga da Alcatraz (quello di cui ci ooccupiamo).
Sull'isola, a circa 5 minuti da San Francisco, c'è solo ed
esclusivamente il carcere, nient'altro... era quindi molto difficile
scappare.
Le celle... tutte uguali, piccolissime.
All'interno il letto, il "bagno", tavolino e sedia richiudibili
a muro e un paio di ripiani.
Niente di più, anche perchè non ci sarebbe stato.
Lo spazio vitale era veramente poco.
In
tutto erano tre piani e le stanze non erano più larghe di 1,50m...un
vero "buco".
Poi c'è la zona "ricreativa", dove i detenuti passavano
la loro "ora d'aria".
Da quel lato dell'isola si godo di una bellissima vista sia del Golden
Gate che di San Francisco... ma tira sempre un vento gelido).
La cucina è divisa dalla "mensa" da una massiccia
cancellata.
La cella di una delle persone che, secondo alcune "leggende",
sono riuscite a scappare dal carcere scavando nel muro della cella
con un cucchiaio trafugato dalla sala mensa. Ma niente di tutto ciò
è mai stato confermato.
il film di D. Siegel
Il
film del 1979 di Don Siegel Fuga da Alcatraz è un classico
del genere carcerario, che prevede inumane condizioni di detenzione,
violenze interne, evasioni spettacolari ecc.
Merito
del regista è di
riscattare gli stereotipi prosciugandoli con lo stile; nel far questo
ha fatto economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione
che arriva alla suspense, ma senza cercarne gli effetti.
D. Siegel
è un esperto del genere, venticinque anni prima di Fuga da Alcatraz,
aveva diretto uno dei piu sobri e efficaci film carcerari di ogni
tempo: Rivolta al blocco 11 (1954), girato on location
in un istituto di pena con detenuti veri per comparse.
Si
tratta quindi di un vero cult del genere, per questo motivo
l'abbiamo scelto come primo film di una piccola rassegna sulle evasioni
cinematografiche, e poi perché racconta un'evasione realmente avvenuta,
e per di più riuscita, condizione che indubbiamente ci garba.
LA
TRAMA:
18
Gennaio 1960
Il detenuto Frank Morris, già fuggito più volte dalle carceri statunitensi,
arriva nel penitenziario federale di Alcatraz.
Alcatraz è una prigione che vanta la massima sicurezza e pochissimi
privilegi.
Ad Alcatraz finiscono tutti gli "irriducibili" del crimine, i peggiori
elementi della società, i recidivi.
Ad
Alcatraz la disciplina è ferrea; punizioni, angherie, soprusi sono
all'ordine del giorno e il sadico direttore che gestisce questa
prigione ha tutte le intenzioni di far rispettare le regole, applicando
alla funzione della pena una filosofia tutta sua, che non lascia
alcuno spazio alla risocializzazione o il recupero degli internati:ad
Alcatraz non si creano buoni cittadini ma buoni detenuti...
In questo luogo il solo sopravvivere è una sfida quotidiana. 
Frank Morris, interpretato da un ottimo Clint Eastwood, prepara
la fuga con con due altri detenuti, i fratelli Anglin, la notte
dell'11 giugno 1962, riescendo alla fine nell'impresa.
Di loro non si è mai saputo più niente.
COMMENTI
TECNICI
sulla meccanica dell'evasione:
Eastwod/Morris
comincia la sua impresa praticando un buco nella cella che lo conduce
ad un'intercapedine, e da questa ai sotterranei attraverso un complicato
percorso che impiega lungo tempo a preparare.
Il primo buco, che si apre da sotto il lavello della cella con l'uso
di un semplice tagliaunghie (i detenuti di tutti i paesi non dispongono
di forbici per le unghie) è forse la parte meno convincente.
Va bè che si tratta di un'isola con alto tasso d'umidità e salsedine,
ma avete presente un tagliaunghie come strumento di scavo?
Da
allora, comunque, ho cominciato a guardare il mio tagliaunghie con
ben altro rispetto.