da
L'Opinione.it di di Dimitri Buffa
Savona, 27 settembre 2007
Pubblichiamo
un elenco quasi esaustivo degli ex terroristi rossi riciclati, basandoci
sul brillante resoconto dei due giornalisti Gianmarco Chiocci e
Stefano Zurlo, pubblicato nel 2004 su "il Giornale".
Roberto
Adamoli, esponente Br, lavora oggi nella comunità di don
Mazzi.
Corrado Alunni, fondatore Br, 58 anni, le lascerà per dare
vita alle Formazioni Comuniste Combattenti.
Arrestato nel 1978, tenta la fuga da San Vittore insieme a Vallanzasca
nel 1980.
Nel 2003 scrive un libro con altri autori: "La rapina in banca,
storia, teoria, pratica".
Da anni è uscito dal carcere e lavora in una coop informatica.
Vittorio
Antonini, già responsabile della colonna romana Br, coinvolto
nel sequestro Dozier, arrestato nel 1985, è in semilibertà
dal 2000.
Vittorio
Assieri, capo della "Walter Alasia" di Milano, lavora
alla "Bottega creativa" della Caritas.
Lauro
Azzolini, membro esecutivo delle Br nel processo Moro, 62 anni,
tre ergastoli, l'uomo che sparò a Montanelli, è libero.
Da semilibero ha iniziato a lavorare in una coop che si occupa di
non-profit, settore disabili, per la Compagnia delle Opere.
Barbara
Balzerani, svariati ergastoli, ai vertici delle prime Br-Pcc, autrice
del libro "Compagna Luna" per Feltrinelli, ha lavorato
con la coop Blow Up di Trastevere, specializzata nell'informatica
musicale.
Arrestata nel 1985 ottiene i primi permessi agli inizi degli anni
Novanta.
Ora è libera, con la condizionale di 5 anni, anche se aveva
accumulato 4 ergastoli e ha partecipato ai delitti più efferati:
dalla scorta di Moro a Moro, al gen. Dozier.
Silvia
Baraldini, condannata dalla giustizia americana a 43 anni di galera
per associazione sovversiva, è uscita per motivi di salute
ottenendo, il 27 dicembre 2002, una collaborazione con la giunta
Veltroni.
A caldeggiare il rinnovo del contratto di consulenza sul lavoro
femminile, nel 2003, fu l'assessore Luigi Nieri di Rifondazione
comunista.
L'associazione delle vittime ha presentato denuncia in procura.
Marco
Barbone, assassino del giornalista Walter Tobagi si è pentito
ed è tornato libero. Lavora in una tipografia a Milano.
Cecco
Bellosi, ex componente della colonna Walter Alasia, in manette nel
1980, condannato a 12 anni, libero nel 1989. Presiede un centro
di recupero di tossicodipendenti a Nesso e collabora con l'associazione
Lila.
Paola
Besuschio, il suo nome venne fatto dalle Br durante il sequestro
Moro.
Era detenuta e le Br ne volevano la liberazione in cambio del leader
dc.
Lavora in una cooperativa statistica.
Maurice
Bignami, ex comandante di Prima Linea, arrestato a Torino nel 1981
mentre cercava di assaltare un'oreficeria: imbracciava un mitra,
ma non ebbe tempo di usarlo.
Due ergastoli e una lunga serie di delitti alle spalle.
In semilibertà dal 1992, ha preso servizio presso la Caritas
di Roma, insieme alla moglie Teresa Conti, anche lei ex militante
di "Prima linea".
Vittorio
Bolognese, colonnello delle Br-Partito Guerriglia, è in semilibertà
dal settembre 2000.
Ha lavorato come operatore informatico alla coop romana Parsec,
dove ha trovato Pancelli, Piccinino e altri ex irriducibili.
Franco
Bonisoli, brigatista del commando di via Fani, ergastolano, è
libero dopo 13 anni di carcere.
Ha fatto il grafico in una Coop di Sesto San Giovanni, lavora in
una società di servizi ambientali.
Anna
Laura Braghetti, ex compagna di Prospero Gallinari, è coinvolta
nell'omicidio del giudice Vittorio Bachelet ed è la carceriera
di Aldo Moro in via Montalcini, nota come "signora Altobelli":
condannata al carcere a vita.
Ha scritto alcuni libri, dal 1994 lavora tutti i giorni all'organizzazione
di volontariato vicina ai Ds, "Ora d'Aria" che si interessa
alle problematiche dei detenuti.
Nel 2002 ha ottenuto la condizionale.
Roberto
Carcano, esponente della Formazione Comunisti combattenti, lavora
presso la "Comunità nuova" di don Gino Rigoldi
Paolo Cassetta, esponente tra i più duri del partito armato,
raffica di condanne alle spalle, è semilibero da un bel pezzo.
Lavora stabilmente alla coop "32 dicembre", collegata
al Centro Polivalente circoscrizionale intorno a cui gravitano vecchie
conoscenze degli anni di piombo, come Bruno Seghetti e Cecilia Massara.
Geraldina
Colotti, militante delle Ucc, ex insegnante di filosofia, ferita
in un conflitto a fuoco nel gennaio del 1987, è in semilibertà
dal 1999. Ha lavorato alla coop romana "32 dicembre" e
oggi è impiegata al quotidiano Il Manifesto.
Maria
Teresa Conti, ex militante di "Prima linea", fa parte
delle "squadre armate proletarie".
Fra le sue gesta, il sequestro e il ferimento dell'ostetrica Domenica
Nigra, gambizzata con accuse inventate.
Come il marito ex terrorista Maurice Bignami, lavora presso la Caritas
di Roma.
Anna
Cotone, ex bierre del feroce Partito Guerriglia, coinvolta nel sequestro
dell'ex assessore dc Ciro Cirillo, arrestata nel 1982, in semilibertà
da anni, lavora dal 2002 nella segreteria politica dell'europarlamentare
di Rifondazione comunista, Luisa Morgantini.
Renato
Curcio, fondatore e ideologo delle Br, gira l'Italia facendo conferenze
in scuole, università, consigli comunali, presenta i suoi
libri ai festival dei partiti.
In tv, sulla berlusconiana Canale 5, è arrivato a dire che
le vittime degli anni '70 sono i suoi compagni di lotta morti sul
campo.
Da dieci anni è a capo della coop editoriale "Sensibili
alle foglie" che si occupa di studi sulla lotta armata, carcere
e droga, tema quest'ultimo cavalcato da don Gallo, il parroco antagonista
di Genova, che ha presentato il libro edito da Curcio insieme a
Dario Fo.
Condannato a 30 anni, ne ha scontati 24, è semilibero dal
1993.
Roberto
Del Bello, ex brigatista della colonna veneta, condannato a 4 anni
e 7 mesi per banda armata, oggi lavora al Viminale come segretario
particolare di Francesco Bonato, sottosegretario agli Interni per
Rifondazione comunista.
Sergio D'Elia, dirigente di Prima linea, sconta 12 anni di carcere.
Liberato e ottenuta la riabilitazione, entra nel partito radicale.
Nel 2006 viene eletto alla Camera nella lista della Rosa nel Pugno
e diventa segretario d'aula di Montecitorio. Fra polemiche e proteste.
Alessandra
De Luca, anche lei brigatista nel processo Moro, è in semilibertà
da tempo.
È stata candidata col partito di Bertinotti alle regionali
del Lazio, ma non ce l'ha fatta.
Adriana
Faranda, fa parte della direzione strategica delle Br, aderisce
presto alla "dissociazione" guadagnando la libertà.
Viene rilasciata nel 1990 e affidata all'opera di don Calabria dove
lavora al computer.
Scrive libri, ha fatto la fotografa.
Finisce al Costanzo Show.
Enzo
Fontana, militante del GAP dell'editore Giangiacomo Feltrinelli,
oggi scrittore di successo e studioso di Dante Alighieri, ha lavorato
alla "Bottega Creativa" della Caritas.
Diego
Forastieri, insieme ad altri ex detenuti è attivo nel non-profit
attraverso la cooperativa sociale di prodotti biologici "Arete".
Guerrigliero di Prima linea, incassa una condanna a 30 anni nel
1983, dopo 3 anni di latitanza, ora è libero.
Alberto
Franceschini, fondatore con Curcio delle Brigate rosse, nel 1983
si dissocia.
Oggi lavora a Roma con la Braghetti all'associazione per detenuti
"Ora d'Aria".
Condannato a più di 50 anni di galera, esce dal penitenziario
dopo soli 17 anni di reclusione.
Scrive libri, partecipa a conferenze.
Prospero
Gallinari, membro del commando che sparò alla scorta di Moro
in via Fani, responsabile della "prigione del popolo",
è libero da tantissimi anni per problemi di cuore.
Claudia
Gioia, ex primula rossa delle Unità Comuniste Combattenti,
subisce una sentenza a 28 anni di prigione per il delitto del generale
Giorgieri e per il ferimento dell'economista Da Empoli.
È in libertà condizionale dal gennaio 2005.
Nel 1991 viene intercettata mentre parla in cella, col br Melorio
di un tentativo di ricostituzione delle Ucc.
Eugenio
Pio Ghignoni, brigatista coinvolto e condannato nel processo Moro,
è il responsabile della Direzione Affari Generali dell'Università
Roma Tre, cura la sicurezza.
Maurizio
Jannelli, già capocolonna romano delle Br, ergastolo per
vari crimini (tra cui la strage di via Fani) ha lavorato alla Rai
come autore a partire dal 1999.
Per il Tg3 ha seguito "Il mestiere di vivere", "Diario
Italiano", "Residence Bastogi", fa parte dello staff
della trasmissione sportiva "Sfide".
Ha scritto "Princesa", libro su un transessuale suicida.
Dal 2003 è in condizionale.
Paolo
Klun, esponente di Prima linea, ha fondato a Bologna il giornale
di strada "Piazza Grande", che dà voce agli emarginati
e ai senza fissa dimora.
Natalia
Ligas, nome di battaglia "Angela", la dura delle Br-Partito
Guerriglia che partecipò al massacro di piazza Nicosia a
Roma, ergastolana, permessi premio a partire dal 1998, dal 2000
è semi-libera nonostante non si sia mai dissociata.
Maurizio
Locusta, partecipa all'omicidio del generale Licio Giorgieri e si
becca 24 anni di pena, viene estradato dalla Francia nel marzo 1988,
dopo qualche anno esce ed è assunto alla fondazione Lelio
Basso-Issoco come "assistente di sala consultazione".
Francesco
Maietta, ex militante delle Ucc, condanne pesantissime, lavora part-time
in un ente importante dal 1990.
Si è sposato nel 1998 a Ostia con una ragazza della Caritas.
Nadia
Mantovani, dissociata, condannata a 20 anni per appartenenza alle
Br, ottiene la condizionale a gennaio 1993 dopo aver scontato due
terzi della pena.
Ex fidanzata di Renato Curcio, è tra le fondatrici dell'associazione
per il reinserimento dei detenuti "Verso Casa".
Il 23 agosto 2004 la sua performance sugli anni di piombo
al meeting di Rimini ha riscosso molto successo tra il pubblico
di Cl.
Corrado
Marcetti, ex di Prima linea, oggi è direttore della Fondazione
Michelucci a Fiesole.
Cecilia
Massara, ex appartenente alle BR-PCC nel 1994 ottiene la sospensione
temporanea della pena, essendo in stato di gravidanza.
Lavora stabilmente alla coop "32 dicembre", collegata
al Centro Polivalente circoscrizionale.
Giuseppe
Memeo, esponente di "Autonomia operaia", condannato per
l'omicidio del poliziotto Custrà, oggi lavora a "Poiesis"
il centro per la cura dell'AIDS.
Mario
Moretti, il numero uno delle Br, leader della direzione strategica,
partecipa al sequestro Moro, dopo 17 anni di carcere, 9 di clandestinità
e 6 ergastoli, nel 1994 ottiene il permesso di andare alla Scala.
Una volta fuori, si occupa di volontariato.
Esperto di informatica partecipa alla fondazione della Cooperativa
Spes composta da ex irriducibili dissociati.
La coop ottiene vari contributi, anche dalla Regione Lombardia,
e insieme all'associazione "Geometrie variabili" cerca
"forme di lavoro non alienanti per i detenuti".
Scrive libri.
Valerio
Morucci, l'ex postino delle Br durante i 55 giorni del caso Moro,
scontati 17 anni di prigione, dissociato, è libero. Autore
di libri di successo (l'ultimo, "La peggio gioventù")
vincitori di premi letterari con "Il collezionista" (la
VI edizione di "Esperienze in giallo") lavora come consulente
informatico.
Roberto
Ognibene, gode dei benefici dovuti alla legge sui dissociati e lavora
come impiegato al Comune di Bologna.
Remo Pancelli, killer dell'ala militarista delle Br "Colonna
28 marzo", l'ex dipendente delle Poste del sequestro D'Urso,
viene bloccato dai carabinieri il 7 giugno del 1982. Pluricondannato,
è inserito in una coop sociale (che ha ospitato altri ex
terroristi rossi).
Ave
Maria Petricola, nome ricorrente al processo Moro, ex pentita brigatista
assunta dalla Provincia di Roma come responsabile del centro di
Torre Angela, VII municipio della Capitale, che trova lavoro ai
disoccupati. Amnistiata nel 1987, nel 2004 la ritroviamo nella lista
degli assistenti sociali regionali.
Raffaele
Piccinino, ex irriducibile dei NAP (Nuclei Armati Proletari), autore
dell'attentato al questore Noce dove morì un poliziotto della
scorta, condannato all'ergastolo e a 22 anni di carcere, ha lavorato
come operatore informatico alla coop romana Parsec.
Francesco
Piccioni, ex BR è impiegato al quotidiano Il Manifesto.
Marco
Pinna, soldato della colonna sarda delle Br, è vicepresidente
della coop ambientale "Ecotopia".
Susanna
Ronconi, storica figura del troncone toscano di Prima Linea, lavora
al Gruppo Abele di Torino dove ha la responsabilità delle
cosiddette "Unità di strada".
Nel 1987 guadagna il primo permesso-premio per la sua dissociazione.
È stata consulente di Asl e Comuni del nord Italia, collabora
alla pubblicazione del "Rapporto sui diritti globali"
a cura dell'associazione Informazione&Società per la
Cgil Nazionale. Un'interrogazione di Gasparri (An) e Giovanardi
(Ccd) la segnalano come beneficiaria di una consulenza da parte
dell'allora ministro Livia Turco.
Bruno
Seghetti, fa parte dei grandi movimenti di massa del '68/'69 e del
'77 fino all'approdo alla lotta armata.
Fa parte del gruppo di fuoco che il 16 marzo 1978 sequestra il Presidente
della Democrazia cristiana Aldo Moro, così come partecipa
attivamente a gran parte delle azioni della colonna romana delle
Br fino al suo arresto, il 19 maggio 1980 quando - passato nelle
fila della colonna napoletana - 'Claudio' partecipa all'attentato
che uccide l'assessore regionale democristiano Pino Amato.
Condannato all'ergastolo, esce di prigione nell'aprile del 1995,
dopo solo quindici anni di detenzione, viene ammesso al lavoro esterno
e nel 1999 in seguito a infrazioni gli viene revocato il trattamento
e rientra in carcere.
Lavora stabilmente alla coop "32 dicembre".
Sergio
Segio, comandante militare di "Prima linea" e ideologo
della dissociazione, oggi lavora nel gruppo Abele di don Luigi Ciotti.
Giorgio Semeria, membro del nucleo storico delle Brigate Rosse,
è stato a lungo volontario presso il carcere di San Vittore
a Milano.
Giovanni
Senzani, il "criminologo" delle Br-Partito Guerriglia,
irriducibile fino al midollo, già sospettato di essere il
Grande Vecchio del sequestro Moro, ergastolano per l'omicidio del
fratello del pentito Patrizio Peci, esce nel 1999 in semilibertà
ma un anno dopo è dietro la scrivania di un centro di documentazione
della Regione Toscana denominato "Cultura della legalità
democratica" e inserito nel progetto Informa carcere. È
coordinatore della casa editrice di sinistra Edizioni Battaglia.
Marco
Solimeno, ex di Prima linea, oggi è consigliere dei Ds al
Comune di Livorno.
Da circa dieci anni è assistente volontario al carcere di
Livorno come responsabile Arci.
Nicola
Solimano, ex di Prima linea, condannato a 22 anni lavora alla Fondazione
Michelucci di Fiesole, costituita nel 1982 dalla Regione Toscana
e dai Comuni di Pistoia e Fiesole. È stato consulente della
Regione Toscana per la nuova legge a tutela dei popoli Rom e Sinti
e fra i coordinatori di un campus internazionale nell'ambito dell'iniziativa
regionale Porto Franco, per conto dell'Assessorato alla cultura
della Regione Toscana.
Ettorina
Zaccheo, esponente della Formazione Comunisti combattenti lavora
presso la "Comunità nuova" di don Gino Riboldi.