carcere e dintorni
area di libero scambio
parole scelte
Da S. Vittore
Pianeta carcere
Le leggi
approfondimenti
Sondaggio
Forum
Evasioni celebri
Scaffale
Lettere
Interviste
Gli affetti
Il trattamento
Vivere dentro
Il lavoro
La libertà
Le donne
Gli stranieri
La salute
I dati
La comunicazione
percorso giuridico ed esperienze dall'arresto alla libertà
Scrittura
Poesie
I Quaderni del Due
Il Due Notizie
Le Magliette
Le Celle di Sisto
Il Glossario
Multimedia
Le Collaborazioni
Tesi di laurea
dal Beccaria
Indice
Dedicato a Ester
Marcello Ghiringhelli
Parti-celle
Yousef Wakkas
Follow me
Yousef Wakkas
Piccoli annunci
Yousef Wakkas
Il primo giorno
Yousef Wakkas
La Barchetta
Yousef Wakkas
Nella Rocca di Forlì Godot si fa ancora aspettare
David Gianetti
Vie di fuga
Alessandro De Lucia
Riflessioni senza etichetta
Matteo Loschi
Per Kisa
Monica
Organismo e virus
Francesco Ghelardini
Caracè
Marcelo Nieto
Senza microfono
G. Falco

Parole libere
Nelle Parole libere ci sono:
Scrittura
Poesie.
Parole libere - Scrittura
Dedicato a Ester
Marcello Ghiringhelli

Milano, Settembre 2004

Nel corso di una trasmissione di Radio Popolare qualche anno fa, Ester, una bimba di una decina d'anni stava seguendo un mio intervento su un tema inerente la condizione carceraria.
Non so che cosa sia scattato nella mente della bimba, di preciso, fatto sta che Ester domandò alla sua mamma di sapere come si chiamasse quella persona che aveva sentito.
Premurosa, la mamma esaudì quell'insolita richiesta.
Telefonò alla Radio e ottenne di parlare con la conduttrice del programma "Fuori di cella" la simpatica e bravissima Tiziana Ricci, che aderì alla richiesta dando il mio nome e indirizzo.

Mi ricordo come se fosse ieri quando ricevetti la prima lettera dalla bimba, con due righe d'accompagnamento della madre. Leggendo quelle parole semplici, ma spontanee, sentii fremere il cuore da un sentimento che pensavo si fosse inaridito dopo tanti anni trascorsi tra queste mura, anni che erano riusciti persino a far sbiadire i miei affetti.

Lasciai riposare la lettera un paio di giorni, calmando nel contempo la turbolenza dei sentimenti che m'attraversavano la mente, sentendomi quasi smarrito di fronte alla possibilità di riaprire il cuore ai sentimenti di una bimba, soprattutto perché non sapevo se la sua fosse soltanto una curiosità passeggera o che cosa.

Temevo di fare un gesto discutibile, ma poi la voglia di cogliere anche soltanto un tiepido raggio di sole che scaldasse il cuore per un momento, ebbe il sopravvento, e così le risposi.

Da quel giorno ne è passata d'acqua sotto i ponti.
Le lettere, da entrambe le parti, si sono succedute nel tempo, fino al giorno in cui Ester non mi mandò una fotografia in compagnia dei suoi fratellini, Gianni e Simone, a vederli proprio… due simpatiche canaglie.
Ammirai a lungo quella semplice istantanea, soffermandomi su quel dolce viso di bimba che mi ricordava la mia bambina, vista per l'ultima volta quando aveva pressappoco l'età di Ester.
Ebbi una sensazione di continuità e trasmutazione da una all'altra.

Quella foto, segnò un giro di boa nel rapporto epistolare che sembrò svilupparsi in una geometria variabile in esposizione.
Infine mi mandarono fuori a lavorare.
Scrissi a Ester della novità che dava una svolta alla mia vita di carcerato.
Inaspettatamente un giorno entro nel bar in cui sono comandato per il pranzo e lei, la mia piccola e adorabile cucciolotta Ester, m'appare davanti come un sogno divenuto realtà.
Non trovo le parole adatte ad esprimere la gioia di quel momento: la strinsi a me, incapace di parlare, soffocato dalla commozione.
Che colpo.
Poi alzo gli occhi e vedo la sua mamma che ci stava osservando anche lei turbata dall'incontro della bimba con quel vecchio ergastolano, una mamma sensibile e ricca di un'umanità che raramente ho trovato in una sola persona come Margherita.
Quell'ora della pausa pranzo volò via veloce come un battito d'ali di un falco nel cielo dei sentimenti.

Così, oggi, sapere che esiste Ester, con i suoi straordinari occhi e il sorriso simile a quello di una Madonna del Masaccio mi rendono la vita più sopportabile.