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Indice
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Quanto costa la 'sicurezza' ai contribuenti italiani
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28/08/07
Tabaccai nel mirino dei rapinatori ecco i casi di cronaca più recenti
06/05/07
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27/01/06
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Le paure e il ricorso alle armi
Fulvio Scaparro
Controlli coordinati, la strategia vincente
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Primo Piano - Legittima Difesa
Molestatori di minori alla gogna elettronica
Alessandra Muglia

da il Corriere della Sera di Alessandra Muglia
Washington, 25 luglio 2005

Tempi duri negli Usa per chi ha compiuto abusi o violenze sui minori: anche dopo aver scontato il carcere, ora nomi e facce restano esposte per anni sul pulpito del Web, sotto gli occhi dei navigatori di tutto il mondo.
La scorsa settimana è infatti nato online il registro dei molestatori, una vera e propria «gogna elettronica» curata dal Dipartimento di giustizia americano.
Consultabile da chiunque in Rete all'indirizzo www.nsopr.gov, il «registro» è stato pensato per quei genitori alle prese per esempio con un cambio di baby sitter piuttosto che di «referenze» sul nuovo vicino di casa o del nuovo insegnante.

(nella foto una delle 500 mila schede del registro online)
Mezzo milione di schedati
Si tratta di un database da interrogare come un motore di ricerca.
Funziona così: si inserisce il nome della persona «sospetta» e se compare la scheda, attenzione, vuol dire che a lui è associato un reato di violenza o abuso sessuale.
Scrivendo per esempio Michael Jackson di profili ne saltano fuori addirittura due: un attimo di suspence e poi si scopre che, certo, nessuno di loro è quello della rockstar, recentemente scagionata dall'accusa di molestie.
In tutto sono 500mila le persone schedate sul sito.
Con foto segnaletica, generalità, anno di reclusione e di (eventuale) messa in libertà, reati, città di residenza e persino il domicilio, con tanto di numero civico.


Registro "Federale"
(nella foto l'homepage della «gogna elettronica»)
L'idea di mettere all'indice virtuale i molestatori di minori in realtà non è nuova: già alla fine degli anni '90 alcuni stati come la Virginia avevano dato vita a un registro elettronico pubblico con i nomi di chi si era macchiato di reati contro l'infanzia e l'adolescenza.
La novità è che il nuovo registro è «federale» nel senso che riunisce i database di 22 Stati (gli altri si aggiungeranno per la fine dell'anno, fanno sapere dal Dipartimento Usa).
Quindi oltre alle ricerche limitate a un singolo stato (clic su search) se ne possono fare di «transnazionali» (clic su national search) e così rintracciare ex reclusi che si sono spostati da un Paese all'altro degli States.

Polemiche
Nei giorni scorsi, quando la notizia del nuovo registro è stata pubblicata da Usa Today, il sito è stato spesso inaccessibile. Una falsa partenza per eccesso di contatti: molti cittadini devono essersi precipitati a controllare l'identità di vicini e altri sospetti.
E sono rimontate le polemiche: da un lato insorgono quanti difendono il diritto alla privacy anche di chi è stato condannato per abusi o violenze sui minori («hanno già pagato il loro conto alla società» sostengono).
Dall'altra gli applausi di quanti antepongono la sicurezza e l'incolumità dei propri bambini davanti a tutto, costi quel che costi.