da
il Corriere della Sera di Alessandra Muglia
Washington, 25 luglio 2005
Tempi
duri negli Usa per chi ha compiuto abusi o violenze sui minori:
anche dopo aver scontato il carcere, ora nomi e facce restano esposte
per anni sul pulpito del Web, sotto gli occhi dei navigatori di
tutto il mondo.
La scorsa settimana è infatti nato online il registro
dei molestatori, una vera e propria «gogna elettronica»
curata dal Dipartimento di giustizia americano.
Consultabile da chiunque in Rete all'indirizzo www.nsopr.gov, il
«registro» è stato pensato per quei genitori
alle prese per esempio con un cambio di baby sitter piuttosto
che di «referenze» sul nuovo vicino di casa o del nuovo
insegnante.
(nella
foto una delle 500 mila schede del registro online)
Mezzo milione di schedati
Si tratta di un database da interrogare come un motore di ricerca.
Funziona così: si inserisce il nome della persona «sospetta»
e se compare la scheda, attenzione, vuol dire che a lui è
associato un reato di violenza o abuso sessuale.
Scrivendo per esempio Michael Jackson di profili ne saltano fuori
addirittura due: un attimo di suspence e poi si scopre che,
certo, nessuno di loro è quello della rockstar, recentemente
scagionata dall'accusa di molestie.
In tutto sono 500mila le persone schedate sul sito.
Con foto segnaletica, generalità, anno di reclusione e di
(eventuale) messa in libertà, reati, città di residenza
e persino il domicilio, con tanto di numero civico.
Registro "Federale"
(nella foto l'homepage della «gogna
elettronica»)
L'idea di mettere all'indice virtuale i molestatori di minori in
realtà non è nuova: già alla fine degli anni
'90 alcuni stati come la Virginia avevano dato vita a un registro
elettronico pubblico con i nomi di chi si era macchiato di reati
contro l'infanzia e l'adolescenza.
La novità è che il nuovo registro è «federale»
nel senso che riunisce i database di 22 Stati (gli altri si aggiungeranno
per la fine dell'anno, fanno sapere dal Dipartimento Usa).
Quindi oltre alle ricerche limitate a un singolo stato (clic su
search) se ne possono fare di «transnazionali»
(clic su national search) e così rintracciare ex reclusi
che si sono spostati da un Paese all'altro degli States.
Polemiche
Nei giorni scorsi, quando la notizia del nuovo registro è
stata pubblicata da Usa Today, il sito è stato spesso
inaccessibile. Una falsa partenza per eccesso di contatti: molti
cittadini devono essersi precipitati a controllare l'identità
di vicini e altri sospetti.
E sono rimontate le polemiche: da un lato insorgono quanti difendono
il diritto alla privacy anche di chi è stato condannato
per abusi o violenze sui minori («hanno già pagato
il loro conto alla società» sostengono).
Dall'altra gli applausi di quanti antepongono la sicurezza e l'incolumità
dei propri bambini davanti a tutto, costi quel che costi.