| Pdl per progetto case famiglia per madri detenute con figli |
|
23/01/07
|
da
Ansa
Roma, 23 gennaio 2007
Bambini
in carcere con le madri, bambini che hanno un genitore detenuto
e possono vederlo solo ogni tanto, nello squallore di una stanza
per i colloqui: è un rapporto che non dovrebbe nemmeno esistere,
quello tra i più piccoli e gli istituti di pena, ma che andrebbe
quantomeno modificato per renderlo meno drammatico.
È il monito delle associazioni che oggi hanno organizzato
a Roma una giornata di riflessione, per sostenere la proposta di
legge che modifica la normativa a tutela del rapporto fra detenute
madri e bambini.
La realtà dei bambini in carcere, è stato sottolineato,
riguarda un numero variabile di minori da 0 a 3 anni. Dopo l'indulto,
secondo i dati del Dap, il numero è diminuito del 30%, ma
il problema resta aperto. Il volontariato ha intrapreso da anni
una battaglia da una parte per tutelare il diritto del minore di
mantenere un rapporto con la madre in carcere, e dall'altra per
consentire alle detenute il pieno esercizio della genitorialità.
Per questo le associazioni sostengono la pdl, primo firmatario Enrico
Buemi (Rnp), che punta a potenziare le misure alternative al carcere
per le mamme di bambini con meno di 3 anni. Previsto anche il rinvio
facoltativo dell'esecuzione della pena, il diritto del minore a
essere accompagnato dalla madre in ospedale o al pronto soccorso,
e l'istituzione delle case-famiglia protette, in cui possano essere
trasferite le mamme detenute con i loro figli.
|
|