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Rimbomba
forte
Michele Poliseno
Il concetto
della parola "comunicazione" tra queste quattro mura rimbomba
molto forte.
La prima cosa che mi fa venire in mente, sono gli anni passati,
quando, in carcere, regnava spesso e volentieri la "censura"
(anni '70), soprattutto sulle lettere ai nostri cari.
Per fortuna adesso la censura è stata alquanto attenuata:
esiste solo in casi particolari, quando si è ancora nella
fase delle indagini e per tutti i detenuti che sono sottoposti all'articolo
41 bis.
Oggi puoi comunicare in qualsiasi maniera.
La mia personale "raccolta" di comunicazione parte alle
ore 8 del mattino.
Corridoio del primo raggio: fermo tutti i possibili civili esterni,
facendomi raccontare ogni giorno cosa è cambiato all'esterno
o cosa cambierà
Sembrerà poco, ma paradossalmente per me questo è
vita. Incamero nelle 8 ore lavorative materiale utile per il mio
cervello, che poi, la sera in cella, nelle mie riflessioni, analizzo,
incentivandomi e gratificandomi per quello che posso dare e quello
che posso ricevere comunicando.
Vita
è comunicare, quando si va al colloquio con i familiari,
quando si telefona a casa, quando si scrivono lettere, quando si
ha la possibilità di colloquiare con qualche assistente volontario,
ma il piatto forte rimane lo scambio di opinioni che si ha qui in
redazione, soprattutto per merito di Emilio Pozzi e di Emilia Patruno,
rispettivamente direttore de " il due notizie"
e del sito online www.ildue.it e del giornale cartaceo "I
quaderni del due".
E il resto delle attività che riguardano la redazione (libri,
libretti, CD etc)
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