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Temi - La comunicazione
Mai sentita così viva
Franca De Lucia

Cosa vuol dire comunicare?
Quasi tutti i ragazzi della redazione a questa domanda hanno risposto che comunicare è sinonimo di vivere, di esistere... aver voglia di comunicare è aver voglia di rapportarsi agli altri, di alzare la mano e dire "ci sono anch'io",
avere l'esigenza di far sentire la propria voce.

Al convegno di Parma le loro parole sono arrivate, (...almeno le parole!), attraverso un video che raccoglie i punti di vista dei ragazzi sull'argomento "comunicare", e in un certo senso la loro presenza si è sentita, erano vivi e in mezzo a noi.

E' arrivato un messaggio forte e chiaro di vita anche dalla proiezione del film "Campo corto", interamente girato, diretto e montato all'interno di S.Vittore.

Tutte queste belle cose, come ha spiegato Emilia, non sono la vera realtà del carcere, la possibilità di comunicare in modo creativo e originale è frutto di un lungo lavoro ed è un'eccezione che purtroppo non esiste in tutte le altre
prigioni d'Italia.

La vera realtà è che ai detenuti viene tolta qualsiasi libertà di espressione e , come dice Eros nel video, si finisce per essere rinchiusi non solo nel carcere ma anche nella propria cella, ci si isola da tutto e tutti.
Per me è una gioia quando entro in redazione essere accolta da una serie di fogli scritti, di poesie, di racconti, di pensieri...e mi piace l'idea di poterli prendere e trasformare in mille modi, utilizzare le loro parole e lanciare un messaggio
attraverso media diversi.

Sono d'accordo con Emilia quando dice che questo non è volontariato, non è un lavoro per i detenuti, ma è un confronto giornaliero con delle persone, un lavoro che spinge anche me stessa a pormi delle domande ed anche a scrivere i miei pensieri, cosa che non facevo da molto tempo.

Ricordo il giorno in cui dovevo entrare con Emilia per la prima volta a S.Vittore: lei era un po' in ritardo, io ero molto nervosa, per un momento ho sperato che non arrivasse....il carcere fa paura e, come ha detto il dott. Aparo durante
la conferenza, spesso non è per disinteresse che si crea l'indifferenza ma per il timore di aprire gli occhi su una situazione che ci crea del disagio.

Ora ogni volta che ho qualcosa da far vedere o leggere in redazione aspetto con impazienza il momento di salire... perché?
Perché anch'io sto mettendo in gioco me stessa, la mia creatività , il mio pensiero... e non mi sono mai
sentita così viva!