da
La Repubblica
Palermo, 8 aprile 2005
"Ho
saputo che una mia ex consanguinea sta collaborando.
Noi la rinneghiamo sia da viva che da morta e speriamo che sia al
più presto".
Rimbombano davanti alla corte d'assise di Palermo le parole del
boss di Partinico Leonardo Vitale, fratello di Giusy che
ha deciso di collaborare con la giustizia.
Vitale,
nel processo che lo vede imputato per l'omicidio del commerciante
Salvatore Riina, ha chiesto di rilasciare una dichiarazione spontanea
e ha maledetto la sorella.
Detenuto nel carcere di Parma e collegato con l'aula giudiziaria
di Palermo in videoconferenza, il boss ha continuato: "Non
sapevamo che ci sono pentiti che girano per le carceri a istigare
le persone a collaborare". Vitale si riferisce al catanese
Giuseppe Garozzo, capo del clan dei Cursoti, che ha intrattenuto
uno scambio di lettere con Giusy Vitale mentre era detenuta.
Il
pm Francesco Del Bene ha avvisato le parti di avere depositato i
verbali della collaboratrice Giusy Vitale e l'udienza è stata
rinviata al prossimo 15 aprile.
La donna, ora sotto protezione, è stata accusata di essere
a capo della cosca di Partinico in sostituzione dei fratelli in
carcere.
Garozzo
è un ex collaboratore che di recente è stato estromesso
dal programma di protezione.