carcere e dintorni
area di libero scambio
parole scelte
Da S. Vittore
Pianeta carcere
Le leggi
approfondimenti
Sondaggio
Forum
Evasioni celebri
Scaffale
Lettere
Interviste
Gli affetti
Il trattamento
Vivere dentro
Il lavoro
La libertà
Le donne
Gli stranieri
La salute
I dati
La comunicazione
percorso giuridico ed esperienze dall'arresto alla libertà
Scrittura
Poesie
I Quaderni del Due
Il Due Notizie
Le Magliette
Le Celle di Sisto
Il Glossario
Multimedia
Le Collaborazioni
Tesi di laurea
dal Beccaria
Indice
L'ultima br del caso Moro: «Gli altri scrivono libri io sono l'unica in carcere»
Giovanni Bianconi
Lorena, trent'anni sul marciapiede. «Ora ho otto « case e figli sistemati»
Michele Focarete
Niente domiciliari per Annamaria Franzoni, i suoi legali insistono per i permessi
Anna Lisa Antonucci
'Operazione Angelina Jolie', presa la rapinatrice in scooter
Stefano Origone
Antigone: 'Nuove regole per le donne detenute'
26/09/08
New York, è crisi: sul lastrico anche lap dancer, spogliarelliste ed escort
Ennio Caretto
False prove contro ucraina, condannati 4 vigili
Luigi Ferrarella
Ragazze in fuga, clienti impauriti
Massimo Lugli
La nuova Amanda
Guido Ruotolo
Da 120 anni l’Italia dichiara 'guerra al marciapiede'
Natalia Aspesi
Cogne, sconto di pena per la Franzoni
03/07/08
La squillo contro la finanza
Pierangelo Sapegno
Sabrina Minardi e Renatino De Pedis. Vita pericolosa della donna del boss
24/06/08
Amanda: «Ho decine di ammiratori»
Fiorenza Sarzanini
Tre detenute attrici nel Napoli Teatro Festival
Avv. Riccardo Polidoro
In Italia prostitute da 60 paesi. Giro d'affari da un miliardo l'anno
26/05/08
8 anni alla rapper Remy Ma per aver sparato a una donna a Manhattan
13/05/08
Ecco le ragazze cattive quasi sempre per amore
Davide Carlucci
AAA offresi squillo russe a Sharm el Sheik
Nadia Francalacci
Parla la baby killer di Chiavenna: 'Perché ho ucciso una santa'
04/04/08
Diventa campionessa mondiale di boxe combattendo dietro alle sbarre
Maria Serena Natale
Il vero volto delle squillo di New York
Ennio Caretto
Reparto femminile, qui è possibile sentirsi più libere
Michele Perla
Sezione femminile modello a Bollate
08/03/08
Vedo Vanessa tutte le notti
Flavia Amabile
Tutti pazzi per Amanda: in cella non la sopportano
Caterina Proietti
Studentesse e squillo, scandalo in Francia
Francesco Tortora
Presa Esther, truffatrice dalle mille identità
Guido Olimpio
Marta e le carceri palestinesi
Giorgia Maria Pagliaro
'Prostituta non pericolosa'. Il giudice blocca l'espulsione
Massimo Calandri
Faccio sesso di gruppo con un finto compagno
16/12/07
Arabia Saudita: rischia 200 frustate dalla Giustizia dopo esser stata violentata
29/11/07
Angela, pentita della ndrangheta. Amante e moglie di boss ha scelto di collaborare
Francesco Viviano
Prostituzione a Milano: se perfino l’autobus s’accosta alla lucciola
Cristina Bassi e Saverio Grimaldi
Prostituzione: in Italia un business da 90 milioni di euro al mese
Matteo Durante
Boom delle baby prostitute. Colpa dei clienti e della legge sull’immigrazione
Cristina Bassi
Prostitute: le città si difendono da sole
Vladimiro Polchi
Salviamo Pegah dalla lapidazione
John Lloyd
Lohan, Richie, Spears e le altre bad girls quando le cronache rosa diventano nere
Claudia Morgoglione
Angeli e demoni
Beatrice Cassina
Partorisce in carcere: non può allattare perché il bebè è ricoverato in ospedale
28/06/07
Lindsay, Britney e le altre party-girl. Le giovani star vanno in riabilitazione
Claudia Morgoglione
Meglio prostituta che in un call center
Fabio Poletti
Italiani, credetemi: non sono un mostro
Flavia Amabile
Moda: un brand per gli abiti prodotti dalle detenute di Firenze
06/04/07
Benevento: giornata delle donne, Boffa nelle carceri femminili
08/03/07
Diario minimo da un altro tempo
Susanna Ronconi
Donne in carcere, immagini di vita
Manuela Pelati
Nunzia, figlia di un boss della camorra in passerella per salvare Napoli
07/02/07
Pianeta carcere, pochi fondi per 'le dimenticate'
Davide Madeddu
Le donne manager della cosca
20/12/06
30 bambini ancora in cella; Manconi: 'Presto casa famiglia senza sbarre'
Silvia Barocci
"Mio marito è un killer della camorra"
e lui dal carcere ordina ai clan: punitela
Dario Del Porto
Partorirai con dolore
27/05/06
Erika non si è ravveduta, deve restare in carcere
26/05/06
Massacro Novi: Erika, la prima volta fuori dal carcere
21/05/06
Messina: spari contro nipote del boss, è grave
Prigione senza sbarre per le mamme detenute
23/03/06
Mafia USA: protagoniste le donne, mafia look spopola oltreoceano
06/03/06
Corsi di yoga per le carcerate pontine
08/03/06
Spagna, i transessuali nelle carceri femminili
06/03/06
In carcere ci sono molte donne incinte
Laura Astarita
Rose Ann Scrocco, anarco-insurrezionalista, arrestata ad Amsterdam
16/01/06
2858 donne in cella: single, madri e straniere
20/12/05
Sonya, centralinista a San Vittore
21/12/05
Natale in carcere
Chiara Domenici
Per cosa finiscono in galera le donne
20/12/05
Viaggio a Rebibbia femminile, inferno in terra...
Peppe Mariani
La casa chiusa per sole donne dell'ex maitresse di Hollywood
Alessandra Farkas
Dal mondo della droga ad una vita onesta. Ora deve tornare in carcere lo stesso
Franco Mondini
Partorire in carcere negli USA
19/10/05
Patrizia Gucci, primo permesso
Luca Fazzo e Marco Mensurati
Due inchieste sul direttore del carcere sospeso
20/07/05
Troppo bella per finire in cella
20/07/05
Detenuta partorisce in carcere ma la bimba muore. Il legale accusa l'Istituto
24/06/05
Nessun regalo di compleanno per Aung San Suu Kyi
20/06/05
'Mamma, che cos'è la mafia?'
18/06/05
Lady mafia, che volle essere più potente dei boss
Antonio Rossitto
La donna boss parla: 8 arresti
Patrizia Abbate
Mafia, il boss rinnega la sorella "Sei pentita, che tu possa morire"
08/04/05
Il pentimento della donna boss
26/03/05
8 Marzo dietro le sbarre
08/03/05
Un capitolo sul rapporto donne carcere
17/02/05
Nel nostro Paese la legge Finocchiaro non basta
07/05/04
La regina del bonton dai fornelli al carcere
16/03/04
Io, donna tra le donne in carcere
09/03/04
Modelle a San Vittore per la festa della donna
09/03/04
Festa della donna al profumo di mimosa
07/03/04
Sono 56 i bimbi
Paolo Foschini
Amare a 60 anni
Giovanna
Un fiore in gabbia
T. Manzo
Viaggio all'inferno
C. De Santi
La cella
Carla, Teresa, Irene
14 uova alla settimana
Anna
Pensieri
Carla, Anna, Teresa
Un ombrello, un libro e altre cosette
M. Belloli
Cosa vogliono i bambini
N. Camorcia
Quanto stiamo insieme?
M. Zocco

Temi
Nei Temi ci sono:
Gli affetti
Il trattamento
Vivere dentro
Il lavoro
La libertà
Le donne
La salute
I dati
La comunicazione.
Temi - Le donne
Viaggio a Rebibbia femminile, inferno in terra...
Peppe Mariani

da Panorama di Peppe Mariani (Consigliere reg. dei Verdi)
Roma, 11 Dicembre 2005

È stato orrore puro quello che ho vissuto venerdì con Maria Antonietta Grosso, presidente della commissione Politiche sociali, nel corso della visita a Rebibbia femminile durante il giro delle strutture penitenziarie della regione.
Il carcere femminile sta scoppiando: più di 400 detenute occupano uno spazio che potrebbe accoglierne 270; oltre la metà sono straniere: cinesi, africane, e parlano solo la propria lingua. Per queste donne pagare la colpa si traduce nell'assenza totale di rapporti sociali e affettivi, perché non ci sono traduttori.

Il personale penitenziario è sott'organico e lavora con estrema difficoltà, fa turni da massacro e non arriva comunque a garantire il minimo livello qualitativo, nonostante competenze soggettive di intervento a tutto tondo in ambito istituzionale, amministrativo, burocratico, sanitario.
Ho registrato l'assenza totale di ogni forma di sostegno; i mediatori culturali mancano da un anno; i volontari spesso non sono professionalizzati e creano aspettative inevitabilmente disattese con conseguenze drammatiche:
dolore, rabbia, depressione, esplosioni di violenza.

La condizione sanitaria è devastante, nell'inferno Rebibbia femminile

Molte detenute sono tossicodipendenti o prostitute che convivono, a volte inconsapevoli, con la malattia; spesso il loro stato di salute si intercetta per la prima volta solo in carcere; le malattie da contagio in aumento esponenziale, il sovraffollamento, le condizioni di vita inumane, determinano uno stato di rischio elevatissimo.
Il livello di attenzione sanitaria dovrebbe essere un "codice rosso" e invece è spesso intralciato dalla stessa burocrazia: se si salta una lastra, perché manca una firma o non c'è personale per condurre la detenuta a farla, possono passare anche mesi prima che sia possibile ottenere di nuovo la prestazione sanitaria.
Ho incontrato una donna con aids conclamato e il ventre gonfio per un carcinoma.
L'incompatibilità con il regime penitenziario è più che evidente, ma manca un documento che lo dimostri e per il magistrato, ligio alla scienza del diritto, è "conditio sine qua non" per decidere della sua vita.
Quindi lei rimane in carcere, esponendo sé stessa al dolore e le altre al rischio quotidiano del contagio; il suo diritto alla salute, alle cure è violato.

Ho incontrato una ragazza che non ha potuto fare il colloquio con il suo uomo, detenuto al "maschile", perché non c'era personale che potesse accompagnarla fino al parlatorio, a pochi metri di distanza; il suo diritto all'affettività è mutilato.
Le donne detenute non sono "grandi criminali".

Sono emigranti, tossicodipendenti, o, comunque, colpevoli di piccoli reati; sono persone anziane, che lavorano a maglia e cercano di tenere la cella pulita, di costruirsi un angolo di vita normale in un ambiente degradato e fatiscente, di simulare come possono una vita decente che è loro negata.
Le donne detenute sono spesso l'anello più fragile di una catena di delinquenza familiare; pagano le azioni scellerate degli uomini della loro famiglia, la subordinazione imposta dalla crudeltà maschile, espiano la colpa dello stato di dipendenza nell'affetto parentale.
Il disagio sociale si respira insieme all'odore delle malattie e della convivenza forzata in spazi insufficienti.

Ci sono i bambini nel carcere femminile: ce ne sono 16, ora. Il più piccolo ha 20 giorni, sua madre 19 anni.
I bambini vivono in galera e quando, al compimento dei tre anni, vengono allontanati dalle madri, nessuno si occupa di loro, degli effetti psicologici della detenzione e del distacco; dopo la separazione è difficilissimo per la madre rivedere il proprio figlio, affidato di frequente a case famiglia o a parenti che per distanza, deprivazione economica, affettiva o sociale, non sono in grado di mantenere il rapporto con la detenuta.
Le detenute dello "speciale" non urlano, non gridano i propri bisogni, non convivono con malattie tremende; loro chiedono che vengano mantenute le promesse, come i corsi professionali o quello di alfabetizzazione informatica; domandano di non dover pagare le tasse universitarie, che comprendono tra l'altro, anche una quota di tassa regionale; vorrebbero riferimenti certi e non parole di impegno senza riscontro reale fatte da politici in passerella che, ogni tanto, le vanno a trovare.
Come Virgilio nel suo viaggio negli inferi, girone dopo girone, ho incontrato le colpevoli nel loro castigo; ma io non sono un poeta, e lo stupore è diventato partecipazione, la partecipazione tormento, il tormento indignazione.

Come si può essere arrivati a questi livelli punitivi di tribolazione e di sfiducia?

Come possono gli esperti del dolore e della prevenzione fare convegni senza avere la misura dell'ingiustizia e del rischio che si corre (che corriamo tutti noi, che crediamo di far parte di una società civile) di assistere impotenti ad esplosioni di rabbia e aggressività per reazione ai diritti negati?

Come è possibile aver visto quest'inferno senza uscirne sconvolti e indignati, senza vergognarsi di non fare nulla?
È ormai irrimandabile istituire un osservatorio regionale sulle carceri che abbia come protagonisti principali coloro che vivono il carcere quotidianamente, detenuti e operatori.
La Regione dovrà accertare con la struttura del Garante, depositaria anche di funzioni di budget e bilancio, tutto quello che viene fatto e non fatto; dovrà verificare le condizioni di vita delle detenute e dei detenuti e l'attuazione e la validità di corsi professionali finalizzati al reinserimento e al recupero di autostima e dignità.
Un'interrogazione al Consiglio regionale, la richiesta di un consiglio straordinario con la presenza del Garante e degli assessori sarà il mio primo, immediato, passo per scrivere la parola fine alla galera della vergogna, dell'isolamento, della malattia, della deprivazione.
Nessun peccato è tanto grave da dover essere pagato con l'inferno in terra.