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Temi - Le donne
| 2858 donne in cella: single, madri e straniere |
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20/12/05
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da
Ansa
Roma, 20 dicembre 2005
Sono
per la maggior parte single, hanno commesso perlopiù
piccoli furti o rapine e tra loro, in carcere, ci sono laureate,
analfabete, molte straniere (quasi la metà), donne incinte
e mamme con bambini.
È il mondo delle 2.858 detenute italiane, appena il 4,8%
della popolazione carceraria e per questo spesso dimenticate.
Tra loro è andata Antigone, l'associazione che da
anni si batte per il rispetto dei diritti nelle carceri, per conoscere
le loro esigenze, le loro richieste ed ha scoperto che le donne,
proprio perchè 'poche' in carcere vengono spesso discriminate
o, peggio, diventano invisibili: «i loro bisogni non vengono
neppure presi in considerazione».
Per questo Antigone ha lanciato la proposta di istituire
all'interno del Dap un ufficio che si occupi esclusivamente dei
loro problemi, dall'assistenza sanitaria al rapporto con i figli,
al reinserimento nel mondo del lavoro.
2.858 DONNE IN CELLA, LA METÀ STRANIERE: Il gruppo
più consistente è in Lombardia (660), nel Lazio (434)
e in
Campania (305), ma le donne detenute sono distribuite un pò
su tutto il territorio, in 63 sezioni di carceri maschili e cinque
istituti femminili.
Le detenute straniere sono 1.247 e provengono perlopiù
dall'Europa dell'est (414), dall'Africa (325) e dall'America del
sud (224).
FURTI E RAPINE I REATI DELLE DONNE: Sono 1.497 i reati contro
il patrimonio compiuti dalle donne italiane in cella e 917 quelli
in violazione della legge sulla droga.
Stessa classifica per le straniere: reati contro il patrimonio al
primo posto (810), seguiti da quelli legati alla droga (810). Secondo
Antigone «la composizione della popolazione detenuta femminile
è caratterizzata dal 40% di donne ancora in attesa di giudizio
e da donne condannate prevalentemente a pene brevi».
IN CELLA LAUREATE ACCANTO AD ANALFABETE: Le donne laureate
sono 67 e la maggior parte di loro è detenuta in
Lombardia (21), Lazio (13) e Veneto (6). Accanto a loro molte donne
analfabete: 167, la maggior parte delle quali, ancora una volta,
si trova in Lombardia (40), Lazio (32) e Veneto (16).
Tra di loro, una moltitudine fatta di diplomate (439) e donne con
la licenza media inferiore (1.074) ed elementare (499).
ANCHE 45 BIMBI DIETRO LE SBARRE: Sono 45 i bambini con meno
di tre anni che si trovano in carcere con le loro
mamme.
Tredici di loro sono 'detenuti' nel Lazio, 8 in Toscana e 8 Campania.
Sono appena 16 gli asili nido funzionanti negli istituti penitenziari
e 44 le detenute madri con i figli vicini.
Trentotto inoltre le detenute in gravidanza. In carcere, le donne
nubili sono 1.295, 786 quelle sposate, 220 le separate
legalmente, 167 le vedove e 139 le divorziate.
UN UFFICIO AD HOC PER I PROBLEMI DELLE DONNE: Il suo compito,
secondo la proposta di Antigone, dovrebbe essere quello di
cercare una soluzione al problema della separazione delle donne
dai propri affetti e dai propri figli; garantire alle detenute madri
colloqui più frequenti con i figli di quanto non stabilisca
l'attuale Regolamento; dare alle donne la possibilità di
partecipare a corsi di formazione spendibili all'esterno; assicurare
una presenza maggiore dei servizi sociali sul territorio, con più
assistenti sociali; garantire l'apertura, in ogni istituto femminile,
di un consultorio per fornire «una serie di prestazioni che
attualmente sono totalmente assenti»: dalla prevenzione dei
tumori femminili, all'informazione sul controllo delle nascite.
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