da Corriere della Sera
Milano, 23 marzo 2006
Dovrà
assomigliare il più possibile a una casa, con spazi per cucinare
e giocare.
Senza sbarre o divise, ma con sistemi di sorveglianza moderni.
Il termine tecnico è «Sezione a custodia attenuata
per mamme detenute con bambini al di sotto dei tre anni».
Più
semplicemente, si tratta di un sogno cullato per anni da diverse
istituzioni e finalmente realizzato: tra sei mesi, completati i
lavori (seguiti in prima persona dall'assessore Francesca Corso),
nello stabile messo a disposizione dalla Provincia aprirà
la prima casa per detenute con bimbi piccoli. Un progetto pilota
in Italia.
La struttura scelta è quella di viale Piceno, una volta sede
dell'Infanzia abbandonata: 500 metri quadrati per una decina di
stanze che potranno ospitare fino a 12 mamme con 12 bimbi, i quali
potranno uscire, frequentare l'asilo nido e vivere una vita non
da prigionieri.
La legge permette infatti alle madri che non possono godere di misure
alternative (perché sono imputate o recidive) di tenere con
sé i bambini fino ai tre anni, dopodiché vengono dati
in affido.
Ma questa possibilità ha finora costretto i bimbi a vivere
dietro le sbarre.
«Magari
questa casa sembra una novità di poco conto, con i problemi
che abbiamo ha osservato presentando il progetto il provveditore
lombardo alle carceri Luigi Pagano ma ha un alto valore di
civiltà».
E così si sono ritrovate tutte le istituzioni, che ieri hanno
firmato una lettera d'intenti. «Sono felice che vengano rappresentate
tutte le istituzioni ha commentato il ministro della Giustizia
Roberto Castelli .
Mettendo
da parte i particolarismi siamo riusciti a risolvere un problema
grave. Un modello che verrà esportato».
Problema «etico », quello dei bimbi prigionieri (circa
60 in Italia), al punto che Castelli rivela di aver pensato di chiedere
«una grazia generalizzata» per le mamme detenute. «Ma
poi le avremmo ritrovate in carcere dopo poco e non avremmo risolto
nulla».
Il sindaco Gabriele Albertini ha spiegato che il Comune si occuperà
del progetto pedagogico.
Il governatore Roberto Formigoni ha garantito l'assistenza socio-sanitaria,
mentre il ministro dell'Istruzione Letizia Moratti ha messo a disposizione
progetti di formazione per le mamme.
E il presidente della Provincia Filippo Penati pensa già
alla prossima sfida: «Trovare una sede per le attività
di laboratorio di San Vittore».