da
il
Giornale di Michele Perla
Milano,
10 marzo 2008
Per
la festa della Donna, le trenta detenute sino a qualche giorno fa
ospitate a Opera (nella foto una vista di questo
istituto), di regali ne hanno ricevuti diversi. Ma quello
più importante è stato il loro trasferimento nel carcere
di Bollate dove, per la ricorrenza, è stato inaugurato ufficialmente
il reparto femminile.
Sedici celle di cui 8 singole, il resto triple e quadruple, tutte
dotate di servizi igienici completi, docce escluse.
"Da
quando siamo arrivate - ha raccontato Pamela, 21 anni, che sta scontando
una pena di tre per spaccio di stupefacenti - ci sembra di rivivere:
paghiamo il prezzo delle nostre colpe, ma senza essere trattate
da reiette.
Qui a Bollate il rapporto con il personale è molto più
umano, laccoglienza è stata veramente familiare e soprattutto
la possibilità di rieducazione è veramente concreta.
Io già lavoro in cucina e le giornate volano".
Nellistituto
di pena, inoltre, le donne possono usufruire di spazi particolari
e studiati su misura, per potersi intrattenere con i propri figli;
locali difficili da trovare in altre carceri italiane.
Per gestire il reparto, per quanto attiene alla sorveglianza, è
stata formata unéquipe di agenti penitenziari, tutte
ragazze giovani e sensibili.
Con
loro collaborerà il personale della cooperativa "Articolo
3", che si occuperà dellorganizzazione e dellaccompagnamento
allesterno delle detenute.
Ieri pomeriggio linaugurazione, alla quale hanno preso parte
il provveditore regionale allamministrazione penitenziaria,
Luigi Pagano, lassessore provinciale ai Diritti dei detenuti,
Francesca Corso e lassessore ai servizi sociali di Milano,
Mariolina Moioli.
Tutti
hanno avuto parole di apprezzamento sulla conduzione del carcere,
un modello di riferimento nella realtà italiana degli istituti
di pena.
Al battesimo del nuovo reparto ha voluto esserci anche Daria Bignardi,
giornalista, che ha regalato un libro a tutte le detenute.
Ma, insieme alle mimose, regali sono arrivati anche dalla Provincia
e dal Comune di Milano.
Lassessore
provinciale ha donato alle recluse grandi specchi in materiale plastico,
la collega del Comune phon professionali e ferri da stiro.
"Grazie per il calore umano e la professionalità che
ci state regalando - ha detto a nome delle detenute una di loro
-; non più ristrette da rigidi regolamenti, qui ci sentiamo
già libere".