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da Consulenzalavoro.com di Paola Monti
Torino, 26 marzo 2007
Non
è passato molto tempo da quando il Ministro Cesare Damiano,
presentando il progetto "Il lavoro nell'inclusione sociale
dei detenuti beneficiari dell'indulto", ha dichiarato: "Abbiamo
predisposto un piano per il reinserimento al lavoro di 2 mila beneficiari
del provvedimento di clemenza al fine di reinserirli nel tessuto
sociale e di prevenire rischi alla sicurezza".
Oggi linserimento lavorativo di 2000 beneficiari dellindulto
è già diventato realtà.
E successo a Torino, dove il 1 marzo sono iniziati i tirocini
formativi di tre uomini che, usciti di prigione grazie al decreto
Mastella, hanno cominciato la loro formazione come aiuto cuoco,
impiegato tecnico e addetto alla pulizie.
Il progetto "Il lavoro nell'inclusione sociale dei detenuti
beneficiari dell'indulto" è nato dallopera di
realtà diverse (tra cui Federsolidarietà, Cnca e Lega
Cooperative sociali) ed è finanziato dal Ministero del Lavoro
e della Previdenza Sociale e dal Ministero della Giustizia: lobiettivo
è quello di reintegrare allinterno del tessuto sociale
e lavorativo delle aree metropolitane e regionali i soggetti che
abbiano dimostrato particolare interesse verso il reinserimento.
Il progetto, dunque, si basa su una serie di attività formative
che consentano di avvicinarsi ad una professione ed è messo
a disposizione dei tirocinanti un tutor facilitatore, che aiuterà
gli indultati nel processo di formazione.
Sono coinvolte nel progetto le città di Torino, Milano, Genova,
Venezia, Firenze, Bologna, Trento, Bari, Napoli, Roma, Cagliari,
Catania, Messina, Palermo e, per partecipare, gli ex detenuti devono
avere il domicilio in una di esse.
Per partecipare, inoltre, è necessario rivolgersi agli appositi
sportelli , agli Uffici di esecuzione penale esterna e agli istituti
di pena.
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