Roma,
30/07/2003
Il suicidio in carcere è il fenomeno di cui si cominciano a conoscere
abbastanza nettamente i contorni.
Ad affermarlo il Ministero della Salute nella ''Relazione sullo
stato sanitario del paese 2001-2002'' pubblicata oggi, che dedica
un focus alla condizione dei detenuti in carcere.
Il
Ministero, considerando i dati nel periodo 1996-2000, ha tracciato
un profilo del suicida in carcere: è italiano (240 casi contro i
55 casi dei suicidi degli stranieri), è in carcere da meno di un
anno (204 casi) ed ha appena avuto un giudizio definitivo (128 casi)
o è in attesa di primo giudizio (92 casi). Secondo il ministero
inoltre sono persone che appartengono prevalentemente al gruppo
dei detenuti cosiddetti “comuni” cioè non fanno parte della grande
organizzazione criminale, alla politica od al sequestro di persone.
La
morte in carcere soprattutto quando si tratta di casi di suicidio
riporta drammaticamente in luce il problema della tutela e del diritto
alla salute per i detenuti.
La popolazione carceraria risulta più che raddoppiata (25.573 al
31 dicembre 1990 – 55.670 al I semestre 2002), ma è rilevante che
l’aumento riguardi sensibilmente i detenuti tossicodipendenti, che
secondo i dati del Ministero è il gruppo maggiormente rappresentato
all’interno delle carceri italiane: si è passati (compresi gli alcoldipendenti)
dalle 7.299 presenze del 1990 ai 15.698 del 30 giugno 2002.
La
Regione con la percentuale più elevata di questa popolazione è la
Liguria (55,42%), seguita dalla Sardegna (40,47%) e dal Lazio (38,33%).
Nel primo semestre 2002 il numero più alto di detenuti tossicodipendenti
è stato registrato in Lombardia (2.376), seguita dal Lazio (2.063)
e dalla Campania (1.556).
Stretta la connessione con l’infezione da Hiv: al 30 giugno 2002
erano presenti nelle carceri italiane 1.401 detenuti (1.201 tossicodipendenti,
pari a 85,7%) affetti da Hiv di cui 885 (63,2%) asintomatici, 324
(23,1%) sintomatici e 192 (13,7%) con Aids.
La Regione con il più alto numero di sieropositivi presenti alla
data del 30 giugno 2002 è la Lombardia con 371 casi, seguita dal
Lazio con 143 e dal Piemonte con 133.