carcere e dintorni
area di libero scambio
parole scelte
Da S. Vittore
Pianeta carcere
Le leggi
approfondimenti
Sondaggio
Forum
Evasioni celebri
Scaffale
Lettere
Interviste
Gli affetti
Il trattamento
Vivere dentro
Il lavoro
La libertà
Le donne
Gli stranieri
La salute
I dati
La comunicazione
percorso giuridico ed esperienze dall'arresto alla libertà
Scrittura
Poesie
I Quaderni del Due
Il Due Notizie
Le Magliette
Le Celle di Sisto
Il Glossario
Multimedia
Le Collaborazioni
Tesi di laurea
dal Beccaria
Indice
Notizie dal carcere che non sono, evidentemente ritenute "notiziabili"
Valter Vecellio
Pensavo fosse uno scherzo...
Francesco Ghelardini
Ormoni gratis ai detenuti trans
Flavia Amabile
I medici penitenziari: il carcere è la nostra Africa
Comunicato stampa
Suicidi e Aids, i «matti» dimenticati
Fulvio Bufi
In galera! Già finita l'illusione 'dell'aria nuova'
Adriano Sofri
Riina in ospedale, San Paolo blindato
Piero Colaprico
Diritto alla salute delle persone detenute. Superamento degli OPG. Ruolo delle Regioni
25/09/06
Malasalute in cella, lo afferma il Dap
01/03/06
Per non dimenticare
31/01/06
Così si può morire di carcere in cella un suicidio ogni 5 giorni
Attilio Bolzoni
Detenuto malato di tumore ai domiciliari non ha il permesso di andare all'Ospedale per cure
04/07/05
Giovane malata di leucemia. L'offerta di un ergastolano
07/05/05
Né con Abele né con Caino
Prof. Saverio Fortunato
Parola d'ordine: tenerli dentro
Luigi Manconi
Minori nel carcere psichiatrico
Matteo Moder
Scarcerato quando è in coma
Iaia Vantaggiato
Carceri, la protesta dei volontari
15/12/04
Allarme per situazione sanitaria nelle carceri italiane
27/09/04
Il numero dei suicidi
Guido Conti
Non si può morire in carcere, la lista nera dei detenuti suicidi
17/08/04
Canada, sale tattoo per detenuti
Tg.com
Sempre più suicidi in cella
Famiglia cristiana
Denuncia una detenuta di San Vittore
Redattore Sociale
Suicidi in carcere negli anni 1990-2001
Redattore Sociale
AIDS conclamata in carcere
Redattore Sociale
Immigrati a rischio criminalità
Redattore Sociale
La denuncia delle carenze sanitarie a San Vittore
Redattore sociale
Il profilo del suicida secondo il Ministero di Giustizia
Redattore Sociale
Arresti domiciliari per potersi curare
A. Carillo
Quando c'è la salute
D. Fraschini
Suicidi: I dati
Redazione

Temi
Nei Temi ci sono:
Gli affetti
Il trattamento
Vivere dentro
Il lavoro
La libertà
Le donne
La salute
I dati
La comunicazione.
Temi - La salute
Notizie dal carcere che non sono, evidentemente ritenute "notiziabili"
Valter Vecellio

da Notizie radicali di Valter Vecellio
Roma, 24 settembe 2008

Il numero dei suicidi nelle carceri italiane è 24 volte superiore a quello della popolazione libera.
Nelle carceri italiane si suicidano 11,1 detenuti ogni 10mila.
Il fenomeno riguarda anche il personale della polizia penitenziaria, il cui tasso di suicidi è di 1,3 ogni 10mila addetti, contro una media nazionale dello 0,6.

La percentuale dei detenuti italiani che si suicidano, è maggiore rispetto a quella degli immigrati.
Il dato è emerso nel corso del convegno "Novità e progetti di salute per le persone detenute" che si è svolto l'altro giorno a Viterbo. Secondo i medici della Società italiana di medicina e sanità penitenziaria, "i dati forniti dall'OMS, dal Consiglio d'Europa e dal ministero della Giustizia italiano, dimostrano che nelle carceri italiane si suicidano 11,1 detenuti ogni 10mila.

In Europa il tasso sale al 12,4 per cento.
Va tuttavia tenuto conto che in Italia il tasso dei suicidi nella popolazione libera è di 0,6 ogni 10mila abitanti, mentre nel resto del mondo sale a 1,6.
Quindi il dato va valutato tenendo conto della minore propensione degli italiani a togliersi la vita".
Sempre dai lavori del citato convegno, ovviamente ignorato in quanto non "notiziabile": in quasi tutte le carceri italiane il numero dei detenuti è tornato oltre la capienza regolarmente, anche se resta ancora al di sotto della tollerabilità massima. In sintesi, non sarebbe ancora emergenza da sovraffollamento, ma ci si sta avviando a grandi passi. La capienza complessiva delle carceri italiane è di 42.974, mentre la "tollerabilità" massima è stata fissata in 63.406 presenze, circa un terzo in più rispetto ai posti disponibili.

Attualmente i reclusi sono 55.960, e il loro numero cresce di giorno in giorno.
Nei prossimi mesi la situazione sarà identica a quella pre-indulto con un sovraffollamento insopportabile da tutti i punti di vista, a cominciare dall'assistenza sanitaria e della tutela del diritto alla salute per le persone detenute.
Le donne recluse nelle carceri italiane sono 2.536; oltre un terzo si trova nel Lazio (435) e in Lombardia (570).

Una sola regione italiana, la Valle d'Aosta, non ha donne nelle proprie carceri.
I bambini al di sotto di tre anni che vivono negli istituti di pena con le madri oscillano tra i 70 e gli 80.
La maggior parte è costituita da figli di immigrate.
Tra le donne, la diffusione delle malattie infettive è meno allarmante che tra gli uomini.
Tuttavia, anche a causa della presenza dei bambini nei reparti, il tasso di vigilanza, dicono gli esperti, va innalzato.
"Essere donna non è facile, mai! Ancor più quando si è donne detenute! Nonostante tutto, l'altra metà del cielo ci appartiene…".

Sono le prime parole che si leggono sulla controcopertina di Lisistrata incatenata.
Da Le Mantellate ai giorni nostri.
Mezzo secolo di sopravvivenza carceraria al femminile, libro curato da Francesco Ceraudo, presidente dell'AMAPI, l'associazione che riunisce i medici penitenziari italiani, con prefazione di Adriano Sofri e interventi del garante dei detenuti di Firenze Franco Corleone e dell'assessore alla Salute della Toscana Enrico Rossi (Archimedia communication).
157 pagine, molte fotografie sulla vita carceraria della dona nel decennio 1950-60, Lisistrata incatenata affronta le tante problematiche nel quotidiano della detenzione al femminile: dati sulle caratteristiche delle detenute, sul loro grado di cultura, la situazione familiare, testimonianze di donne in gran parte detenute nel carcere veneziano della Giudecca.

"Il Centro clinico di Buoncammino di Cagliari, contrariamente a quanto sostengono i medici della struttura, può accogliere adeguatamente un detenuto, ammalato in fase terminale, al quale non sono praticabili cure.
L'ordinanza dei giudici della sezione penale feriale della Corte d'Appello di Cagliari è di quelle che fanno riflettere e lasciano perplessi".
È quanto sostiene il consigliere socialista Maria Grazia Caligaris, componente della commissione diritti civili, dopo aver letto le motivazioni con cui è stata rigettata l'istanza dell'avvocato Fernando Vignes per il ricovero, in adeguata struttura sanitaria esterna, di Antonino Loddo, affetto dalla malattia di Charcot-Marie Tooth, che ha raggiunto "uno stadio avanzato irreversibile".

Prosegue Caligaris: "È possibile che gli aspetti relativi alla 'pericolosità' sociale di un cittadino ancora in attesa di sentenza definitiva, siano elemento esclusivo nella valutazione di una vicenda umana che travalica il tipo di reato, per quanto grave possa essere?
Non siamo di fronte a una richiesta di scarcerazione facile con il presunto reo che possa reiterare i reati di traffico, detenzione e spaccio di ingenti quantità di sostanze stupefacenti che gli vengono addebitati.
È possibile che non si tenga conto che il detenuto in fase terminale è padre di un bimbo in lotta per sopravvivere dopo il trapianto di midollo e che la vicinanza dei familiari in una struttura sanitaria può essere più assidua ed efficace che non le visite in carcere con i disagi che comportano?"
Il carcere di Pianosa diverrà la prima struttura detentiva italiana destinata alla sperimentazione delle cosiddette "stanze dell'affettività", ovvero luoghi dove i detenuti potranno avere momenti di intimità con i propri partner.

Lo fa sapere Maria Pia Giuffrida, dirigente regionale del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria.
"Il problema della sessualità in carcere, già affrontato in molti paesi occidentali, vede l'Italia in forte ritardo dopo che, circa dieci anni or sono, l'allora direttore generale del DAP Michele Coiro, dette disposizione a tutti i direttori dei penitenziari di predisporre spazi destinati a questa funzione.
Il carcere di Pianosa ospita, attualmente, solo detenuti in regime di semi-libertà".