da
Il Manifesto di Sara Menafra
Bologna, 2 settembre 2004
Quattro
agenti accusati del pestaggio La Croce rossa si salva. E dal centro evadono in
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Alla fine la Croce rossa ne è uscita pulita.
Ieri la pm
Silvia Marzocchi ha depositato l'avviso di fine indagini per quattro dei poliziotti
(Giacomo Alessi, Paolo Cognitti, Sergio Valentini e Giuseppe Marino) accusati
di aver pestato gli immigrati del cpt di Bologna il 2 marzo del 2003. In
pratica i quattro agenti sono già alla sbarra, incastrati da un incidente
probatorio che pesa più di un macigno.
A settembre scorso otto degli
immigrati picchiati - gli stessi che all'indomani della mattanza avevano deciso
di sporgere denuncia - li hanno riconosciuti davanti al giudice, spiegando tutti
i dettagli del pestaggio e mostrando cicatrici e cartelle cliniche. Smontare quei
riconoscimenti sarà praticamente impossibile.
La maggior parte degli
indagati, però, salvo decisioni diverse da parte del Gip, da ieri è
fuori dal processo.
Per sei agenti di polizia, un carabiniere e il responsabile
che per la Croce rossa gestisce il centro, Silvano Tedeschi, è stata chiesta
l'archiviazione.
Evidente la motivazione per gli agenti e il carabiniere, riconosciuti in modo
contraddittorio.
Più complicata l'archiviazione della posizione del
responsabile della Croce rossa.
Come Silvana Marzocchi ammette nella richiesta
l'uomo è stato riconosciuto come colui che ha aperto le porte del centro
agli agenti e ha invitato alcuni immigrati a scendere dal tetto della struttura,
promettendo che non sarebbe stato fatto loro alcun male.
Nell'incidente
probatorio a suo carico le vittime del pestaggio erano state anche più
precise.
«Quello della Croce rossa - aveva spiegato con un italiano
un po' stentato Bin Amer Atem, una delle vittime - chiedeva alle persone di scendere
e qualsiasi persona che scende li ammazzano di botte con i manganelli».
Non basta, scrive la pm che ha anche chiesto il rinvio a giudizio per i cinque
immigrati che quella notte tirarono «oggetti» contro gli agenti.
L'inchiesta
su quell'assalto è stato il primo atto capace di far tremare l'ex caserma
di via Mattei.
Da allora nel centro c'è stata una nuova indagine sulla
somministrazione di barbiturici agli immigrati, su cui grava una richiesta di
archiviazione, e ripetute fughe.
L'ultima proprio ieri notte, quando cinque
«ospiti» hanno divelto la porta dei nuovi gabbioni che ora sono muniti
anche di soffitto.
«E' la dimostrazione del totale fallimento dei Cpt»,
hanno spiegato Katia Zanotti (Ds) e Titti De Simone (Prc) che ieri hanno visitato
la struttura.