da la
Sicilia
Cataniia, 17 settembre 2007
Undici
persone in una cella di tre metri per quattro con un solo bagno. Difficoltà
a reperire medicinali, sale colloqui strette e sporche, passeggiate
a "turno" per la ristrettezza delle aree, istanze per cambiare
cella o per parlare con il direttore del carcere ignorate, celle senza
doccia, assenza di corsi di riabilitazione o di corsi di ginnastica
in palestra, spesa contenuta allo stretto indispensabile e, per finire,
nemmeno la messa a risollevare spiritualmente tanto disagio quotidiano.
È
quello che denunziano trecento detenuti comuni del carcere di piazza
Lanza in una lettera spedita in redazione nella quale elencano i loro
disagi quotidiani allinterno della casa circondariale più
frequentata della città parlando di "invivibilità".
Un problema antico che ripropone il tema della qualità della
vita allinterno delledificio di piazza Lanza. Eppure recentemente
sono stati portati a termine lavori di ristrutturazione del "braccio"
(anche se non si chiama più così) sinistro della casa
circondariale.
"Ma
- scrivono i detenuti comuni del "braccio" destro allonorevole
Salvo Fleres in visita al carcere hanno fatto vedere solo la parte
ristrutturata che ospita solo detenuti accusati di associazione mafiosa
e la sezione femminile. Lì - scrivono - non esistono tutti
questi disagi. Nelle celle femminili ci sono solo quattro donne e
possono disporre delle docce nelle loro celle. Speriamo che il nostro
grido di sofferenza possa servire a far sì che in futuro la
gente che entra in questo posto, possa avere il minimo indispensabile,
visto che ci sono due bracci chiusi da anni senza progetti di ristrutturazione".
Sui progetti di ristrutturazione per quanto riguarda altre parti del
carcere non è dato sapere.
Non ne
è a conoscenza il dirigente reggente, Giuseppe Russo, chiamato
in questi giorni a sostituire il direttore Rosario Tortorella. "Mi
pare però di poter dire che le celle non sono sovraffollate
- dice Russo - e che sicuramente non ci sono undici persone in una
cella, né dieci, né nove. Per quanto riguarda i colloqui,
vengono effettuati regolarmente. Se le stanze dei colloqui sono, come
scrivono questi detenuti "sporchissime" (e non lo sono)
non è da imputabile alla direzione visto che le pulizie vengono
effettuate dagli stessi detenuti.
Le sale
è vero, non consentono la riservatezza dei colloqui, ma non
credo che una persona che attende di parlare con i propri familiari
abbia tutto questo interesse ad ascoltare quello che si dicono gli
altri. Lattività formativa si fa - aggiunge Russo - la
messa pure, anzi cè un Cappellano molto attivo e molto
stimato dai detenuti che fa loro visita regolarmente". Dellidea
- portata avanti fino a qualche anno fa - di trasferire il carcere
di piazza Lanza altrove e quindi sostanzialmente di costruire un nuovo
carcere non si parla più. Unidea, almeno per il momento,
abbandonata, come confermato anche dai vertici del Dap, il Dipartimento
dellAmministrazione penitenziaria.
Il carcere
di "Piazza Lanza"
Il carcere
di Piazza Lanza attualmente ha una capienza di 400 detenuti e ne ospita
383. Il problema della limitatezza dei locali e degli spazi comuni,
non è nuovo, ma la struttura e quella che è e i lavori
di ristrutturazione, pur messi in atto non possono ampliare gli spazi
più di tanto. Venne costruito nel 1890 e proprio per la sua
antichità sono necessari continui interventi di manutenzione
e ristrutturazione.
Dopo
una serie di aggiustamenti entrò pienamente in funzione nel
secondo dopoguerra. Con la riforma carceraria del 1975 prese il nome
di Casa circondariale. Ha una cinta muraria a forma rettangolare e
copre unarea di 20.638 metri quadrati. Cè un reparto
di alta sicurezza, con detenuti appartenenti alla criminalità
organizzata, uno di media sicurezza, con detenuti ristretti per reati
comuni e un reparto femminile.
In genere
la permanenza nel carcere di piazza Lanza è limitata. È,
infatti, la struttura con il maggior numero di ingressi giornalieri
per qualsiasi genere di reato. Uno dei problemi segnalati periodicamente
dai sindacati è la carenza dorganico degli agenti che
operano allinterno dellistituto per garantire la sicurezza.