da
www.radiocarcere.com
Roma, 1 febbraio 2008
Dal
punto di vista geografico, Favignana è l'ultimo carcere d'Italia.
Ma è il primo nella classifica delle peggiori carceri italiane.
Si tratta di una piccola struttura, che ospita 85 detenuti. Quello
che rende particolare questo carcere è il fatto che è
costruito sotto terra.
Si deve scendere per andare negli uffici del carcere.
Ancora più in profondità c'è l'infermeria.
E si deve scendere ancora per arrivare nelle piccole celle. Celle
che sono situate a dieci metri sotto il livello del mare.
Assomigliano più a caverne che a luoghi dove espiare la detenzione.
Non ci sono finestre e i muri sono corrosi dall'umidità e
dalla salsedine.
Dentro ogni cella: un piccolo muretto, altro 40 centimetri, separa
il bagno dalle brande.
3 o 4 detenuti, occupano la stessa piccola cella e restano chiusi
in quelle "caverne" per 22 ore al giorno.
Pur essendo un carcere per detenuti condannati, non vi è
di fatto alcuna attività rieducativa.
Unico svago è l'ora d'aria, fatta in un cortile posto sempre
a dieci metri sotto il livello del mare.
Le condizioni igieniche all'interno del carcere di Favignana sono
a dir poco precarie.
Le celle sono sporche e non viene fatta manutenzione. Scarafaggi
e topi girano indisturbati per le celle.
Tutto ciò che è ferro si presenta arrugginito.
I detenuti non possono bere l'acqua dai rubinetti in quanto non
è potabile.
È l'acqua del mare.
Se qualche detenuto protesta per queste indegne condizioni di vita,
viene messo nella cella di isolamento.
Denudato, viene lasciato lì per giorni.
E come letto ha una rete di ferro, senza materasso.
Il sotterraneo carcere di Favignana è anche costoso. Ogni
detenuto costa 300 euro al giorno.
E lo Stato spende ben nove milioni di euro all'anno per mantenere
tutti gli 85 "fortunati" detenuti dell'isola.
Le
peggiori carceri d'Italia: 2° classificato il carcere di Regina
Coeli a Roma
Datato
1654, è forse il carcere più antico d'Italia.
Ci sono rinchiusi 916 detenuti, suddivisi in 8 sezioni e in un centro
clinico. Le celle sono spesso sovraffollate, e contengono dai 4
ai 6 detenuti.
Molti sono in attesa di giudizio.
Per ristrutturare Regina Coeli sono state spese ingenti somme, ma
resta una struttura vecchia e inadeguata.
Delle 8 sezioni solo tre sono state ristrutturate.
La prima, la seconda e la terza.
I lavori di ristrutturazione però non hanno risolto problemi
che riguardano le tubature, l'impianto elettrico e il riscaldamento.
Nelle celle dell'ultimo piano spesso l'acqua non arriva. L'impianto
elettrico necessita di continue riparazioni e il riscaldamento è
insufficiente.
La quarta e la quinta sezione sono chiuse per essere ristrutturate.
Le altre sezioni, dalla sesta all'ottava, si presentano in uno stato
di totale degrado.
Le celle sono buie, sporche e in pessime condizioni.
Gli intonaci cadono a pezzi, non c'è riscaldamento e l'umidità
crea chiazze di muffa sulle pareti.
Il centro clinico è decoroso solo al terzo piano, dove ci
sono due moderne sale operatorie.
Ma nei piani dove ci sono i detenuti malati, il panorama cambia
radicalmente.
Al secondo piano, 4 o 5 detenuti dividono la stessa cella. Vasto
è il campionario di malattie.
Chi è in carrozzina, chi è malato di cuore e chi ha
problemi mentali.
Uno di loro, S., di 67 anni, è paralizzato a letto dal 1999
in attesa di essere operato.
Al piano terra, dentro celle fatiscenti e maleodoranti, ci sono
drogati, barboni e malati di Hiv.
I costi.
Manutenzione ordinaria: 14 milioni e mezzo di euro all'anno. I finanziamenti
dello Stato: 21 milioni di euro spesi dal 1999 al 2003 per i lavori
di ristrutturazione.
E 450 mila euro forniti nel 2006 dalla regione Lazio.
Le
peggiori carceri d'Italia: 3° classificato il carcere di Canton
Mombello a Brescia
È
un vecchio carcere, costruito alla fine dell'800. Si trova a pochi
passi dal centro di Brescia.
Dall'esterno è decoroso. Come decorosi sono gli uffici del
carcere, forniti anche di un moderno ascensore. Ma dentro è
un inferno.
Si tratta di una struttura degradata e sovraffollata.
La capienza regolamentare è di 206 posti.
Ma in effetti ci sono rinchiusi 400 detenuti, se non di più.
È composto da due raggi.
Quello nord e quello sud.
I raggi non sono altro che enormi corridoi, scuri e con le mura
scostate.
In ogni raggio si affacciano le celle, che sono di due tipi. Quelle
di 8 metri quadri, che sono occupate da 6 o 7 detenuti e quelle
un po' più grandi, con dentro fino a 12 detenuti. In ogni
cella c'è un piccolo spazio occupato dal bagno, fatto da
una tazza alla turca e da un lavandino.
I letti a castello sono a tre piani e occupano quasi tutto lo spazio
della cella.
Le celle sono buie, maleodoranti e senza ricambio di aria. Le persone
detenute nel carcere di Brescia restano chiuse in quelle celle per
22 ore al giorno.
Alla fine di ogni raggio ci sono le docce.
Un ammasso di muffa e sporcizia, da cui esce poca acqua e pure fredda.
Nel carcere di Brescia si fa un gran uso di psicofarmaci, chiamate
"le gocce".
Tra i detenuti 180 sono tossicodipendenti, ma solo una decina vengono
curati col metadone.
Una sessantina sono i sieropositivi. 30 sono alcoolisti e un centinaio
sono malati di epatite.
Circa il 60% dei detenuti nel carcere di Brescia è extracomunitario.
Su circa 400 detenuti, solo 50 sono in carcere perché condannati
in via definitiva.
Il carcere di Brescia, è una struttura illegale.
Nessuna delle norme previste dal regolamento penitenziario viene
rispettata.
Ed
ecco la "top ten" delle peggiori carceri italiane Favignana
Regina Coeli di Roma Canton Mombello di Brescia Buon
Cammino di Cagliari Marassi di Genova Poggioreale
di Napoli Termini Imerese Le Sughere di Livorno Baldenich
di Belluno Santa Maria Maggiore di Venezia