da
Mega Chip di Sergio Nazzaro
Napoli, 12 febbraio 2005
La guerra finirà
quando ci sarà un vincitore: il clan di Lauro o gli Scissionisti.
Lo
Stato non fa parte della partita.
Può solo stare a guardare. (nella
foto le "vele di Scampia)
Chi
crede che lintervento delle forze dellordine, della magistratura può
porre termine ad un eccidio quotidiano semplicemente non ha il senso della realtà,
ma una speranza che con il quotidiano non ha nulla a che fare.
Il territorio
di Secondigliano genera una quantità immane di denaro.
Qualcuno deve
pur gestirlo.
Ormai
si (ri)parla tanto di Napoli e dintorni, questo accade soltanto quando il numero
dei morti supera un tetto accettabile in un lasso di tempo non definito (dalla
ragione normale).
Fino alla conclamata guerra, i morti erano già centinaia,
qualche decina concentrata in pochi giorni ha creato il pandemonio mediatico.
Il più delle volte senza una reale percezione del problema. Come sempre,
e soprattutto perché chi racconta non vive in zona, ma in città
protette e comode.
Lontane da Napoli.
La
camorra è uno stato parallelo che produce un economia di centinaia di milioni
di euro.
Ormai non importa più chi lo gestisce questo denaro.
Di
tanto in tanto una mente criminale più fine delle altre guadagnerà
le prime pagine dei giornali.
Del resto quando votiamo per le nostre elezioni
politiche sappiamo che, indipendentemente da chi vince, lo Stato continuerà
ad esserci.
Il medesimo discorso vale per la camorra.
Non importa chi
muore o quale clan prevale.
Cè uneconomia criminale che
produce ricchezza.
Qualcuno la gestirà.
Oggi è Paolo di
Lauro, domani sarà un nome per adesso ai più sconosciuto.
Il
blitz di Napoli con quasi 2000 uomini pone qualche interrogativo: come è
possibile che nel 2005 ci siano interi quartieri nella settima potenza industriale
(si dice) nel mondo completamente fuori dal controllo dello Stato?
Bunker
ed inferriate vengono divelti dagli uomini delle forze dellordine.
Lesistenza
di questi bunker la conoscevano tutti, anche perché molto (credetemi) molto
visibili a tutti.
E per le forze dellordine no?
Se
occorrono 2.000 uomini per un quartiere, ed a Napoli ci sono almeno 10 quartieri
con le stesse problematiche, conti alla mano servono 20.000 uomini per ripristinare
la legalità, cioè molti (credetemi) di più di quelli che
abbiamo inviato in Iraq?
Fino
ad oggi si è parlato soltanto di Napoli, senza tenere in assoluto conto
della presenza camorristica che si estende per tutta la provincia casertana e
napoletana, e quindi i conti alla mano sfuggono perché alla fine, forse,
ci occorre un blitz con 500.000 uomini?
Non
cè soluzione al problema.
Questa è la verità.
Ieri
larresto di Cosimo di Lauro (e oggi correggendo il pezzo già siamo
a + 5 morti), e un uomo decapitato e bruciato. Come accade solo in Iraq.
Viene
il presidente Ciampi, e si ammazza un uomo sempre a Secondigliano.
Si tiene
un super vertice alla procura e si trovano tre cadaveri in unauto.
Non
è la sfida della camorra allo Stato questa, semplicemente riorganizzazione
della propria struttura, che ci sia in visita il Presidente o meno, il lavoro
va avanti.
Sappiamo tutti che la droga produce a Secondigliano 300.000 euro
contanti puliti in un giorno, nei giorni della morsa dei controlli è sceso
a poco più di 20.000 euro.
Non si è fermato il traffico, è
solo rallentato.
In
tutti questi anni ( e non mesi) di accumulo, possiamo immaginare quanto denaro
è stato prodotto?
Solo con la droga, tralasciando immondizia, edilizia,
armi, e tutti gli altri settori.
La quantità di denaro non è
enorme, è semplicemente quanto occorre allo Stato italiano per azzerare
il suo deficit e molto altro ancora.
Parlare di camorra senza vivere
sul territorio è quanto di peggio possa fare linformazione.
Alla
televisione il solito folklore del ragazzino in moto senza casco, la terribile
parlata dialettale che non spiega niente, linquadratura di un palazzo grigio.
Il solito lenzuolo bagnato di sangue.
Qualche grande penna del giornalismo
che scrive il suo diario dal fronte, per poi vivere comodamente a Roma o altrove.
Nel
mio essere pendolare, traccio una sorta di camorra tour essenziale delle due province,
che sarà sempre incompleto. Ogni mattina che mi reco al lavoro, a meno
di un paio di chilometri da dove si svolge la guerra di camorra del momento.
Partenza
da Mondragone, feudo dei La Torre.
Ai tempi doro lunico vero contrasto
ai casalesi, con ramificazione che passavano dalla Svizzera, per lOlanda
finendo in Scozia.
I processi coinvolgono sempre istituzioni di più
paesi.
Oggi terra conquistata dai casalesi.
Se cè un clan
del paese che versa poi una quota bene, altrimenti la gestione passa direttamente
in mano al clan più forte cioè i casalesi.
Qui i morti sono
state decine e decine, ammazzati e buttati nelle cave o nei pozzi naturali.
Una bomba a mano per completare il lavoro.
La valenza di un omicidio al sud
è data dalla sua brutalità. Ammazzare soltanto non basta, bisogna
allegare un messaggio chiaro e forte.
Lascio Mondragone percorrendo la Domitiana,
un strada che non lo è.
Gli incidenti si sprecano e nessuno crede che
in tempi brevi si potrà avere una strada normale.
Il manto stradale
è scomparso per lasciare chilometri di buche e dissesti.
Eppure Mondragone
ha il fregio di avere un politico nazionale di rilievo come Mario Landolfi che
è portavoce di Alleanza Nazionale o di Fini, dipende dai momenti e che,
non riesce ad essere portavoce di istanze più basilari?
Dopo Mondragone
cè Pescopagano, la prima di tante terre di nessuno.
È
difficile spiegarlo a parole, bisogna vedere il nulla che sussiste.
Questi
sobborghi carenti di tutto sono un ottimo rifugio per il crimine. Il controllo
è semplicemente impossibile.
Osama Bin Laden potrebbe affittare un
villino in riva al mare senza problema alcuno.
O semplicemente sfondare la
porta di una delle tantissime case abbandonate e viverci il resto dei suoi giorni
al sole del mediterraneo.
Non
cè una presenza dello Stato.
Dopo Pescopagano, Castelvolturno.
A questo punto si percorre la variante o si attraversa il paese.
La seconda
scelta vi porterebbe a non credere ai vostri occhi: il crimine non si nasconde
è sulla strada per Villaggio Coppola.
La devastazione di certi quartieri
si contrappone allo sfarzo di qualche albergo e di qualche locale totalmente barocco
e assurdo nel suo essere così pulito mentre tutto intorno si mischiano
le razze più disparate e le prostitute si affacciano sulla strada (per
modo di dire, anche qui lasfalto è un sogno) con spacciatori pronti
a vendervi di tutto.
La variante invece porta sulla Nola -Villa Literno che
attraversa tutta larea nord del casertano e del napoletano.
I nomi
dei paesi si susseguono veloci: Cancello Arnone, Villa Literno, Frignano, Gricignano,
Orta di Atella, Succivo, Caivano, Carinaro e molti altri ancora.
Questa strada
è stata rimessa a nuovo da poco, un lavoro perfetto, bisogna ammetterlo.
Mi ha confidato un persona del mestiere che la ditta è di Casale di
Principe: "Si sa che la ditta è in mano dei camorristi, in una maniera
o laltra: è stupido fare finita di niente. Sanno lavorare, tutto
è regolato per bene, lo straordinario è pagato. Sai, quando vieni
pagato regolarmente con contratto ti viene voglia di lavorare anche di più,
anzi spero che prima o poi riesco a lavorare con loro".
Le
regole base dello Stato diventano le regole base della camorra, solo che noi abbiamo
la legge Biagi. loro no.
Con la macchina attraverso Casale di Principe.
Non
vedo un palazzo, sono tutte unità abitative singole, i condomini non sono
ammessi.
Qui hanno ucciso don Peppino (il processo deve ancora finire dopo
dieci anni) e qui hanno ucciso Federico del Prete sindacalista, tra i tantissimi
altri. Questo è limpero dei casalesi, di Sandokan, degli Schiavone.
Ormai sono uno dei clan più potenti dEuropa come ebbe a dire
Lumia (che conosce bene il suo lavoro) dellantimafia. Non si muove foglia
o mattone che non ci siano loro di mezzo. Tempo fa vendevano le armi alla temuta
tigre della Serbia Arkan.
Queste le dimensione che sono apparse in superficie.
Ma liceberg è sempre molto più grande sotto le acque.
Fare un servizio giornalistico a Casale di Principe è pericoloso. Le
targhe delle macchine vengono segnate e i passaggi di troppo anche.
Non è
territorio della Repubblica Italiana, ma di Sandokan. Come Secondigliano.
La
macchina prosegue il suo viaggio.
I
pendolari sono tanti.
Quando ci si avvicina alla zona nord di Napoli il traffico
di uomini e merci aumenta.
Qui non ci si ferma mai.
Aziende e ipermercati
sono tantissimi, ma più di quanto possiate immaginare.
Il nord di Napoli
concentra milioni di abitanti che spendono, ed è un continuo fiorire di
aziende.
Non ultimo lapertura di Ikea, il più grande dItalia
ad Afragola. Un nome ai più sconosciuto, ma tempo fa si considerò
lidea di costruire qui Euro Disney.
La guerra di camorra che ne segui
fece cambiare idea agli studios americani.
Ogni metro quadro di queste zone
ha moltissime storie da raccontare.
Lascio la Nola Villa Literno e prendo
la strada per Caivano, che mi porta a Frattamaggiore. Qui di nuovo le strade sono
allo sfascio totale. Intravedo il quartiere "Verde", chiamato così
per il suo colore.
Una Secondigliano in miniatura, nessuno si avvicina al
quartiere.
È pericoloso.
Intravedo già da lontano Scampia,
mentre guido, sullaltra corsia delle persone fanno ginnastica.
Normale
amministrazione al sud, si costruisce una strada, sempre a metà.
Un
pilone dellelettricità ostacola la fine dei lavori.
Non si può
congiungere definitivamente il ponte.
È vero, cè stato
un referendum e quindi bisogna interrare questo tipo di conduzione dellelettricità.
Quando chiedo a Frattamaggiore una previsione per la ripresa di questo lavoro
mi rispondono con unalzata di spalle:
" Si vede che chi deve mangiare
ancora non lo ha fatto!".
Qui chi non conosce le strade ci si può
perdere.
Sono tante, troppe e senza nessun tipo di indicazione.
Per raggiungere
Secondigliano ci sono tante strade.
Una ti fa passare davanti alle fabbriche
di DAmato, si proprio lui lex presidente di Confindustria.
Chissà
se ha mai mostrato una foto della strada dove si affacciano le sue aziende. Scusate,
strada non è il termine giusto.
Eppure sul corso che porta proprio
il suo nome sono tantissime le realtà produttive realizzate in un contesto
urbano spaventoso e totalmente degradato.
Ogni tanto si vede qualche camion
di merci proveniente dal nord che non riesce a trovare lindirizzo e allora
gli abitanti delle zone con molta pazienza spiegano il sistema per arrivarci,
tra una bestemmia e laltra.
Davanti alle fabbriche di DAmato cè
sempre una macchina dei carabinieri, anche se si muore a pochi metri di distanza
per i colpi della camorra.
Mi domando come possa chiedere ad altri di investire
qui, se sa bene le condizioni in cui si versa.
Mancano le basi dei servizi,
come le strade e la sicurezza ad essa connessa, lilluminazione.
È
il 2005 bisognerebbe averle queste cose.
Da Frattamaggiore cè
unaltra strada che porta a Secondigliano.
Una sorta di piccola tangenziale
che finisce nel nulla, si proprio così.
Da un certo punto la strada
diventa ripida, ci sono i blocchi di cemento, ed è finita la strada.
Qui
regna sovrano il caos.
Uomini
e merci sempre in abbondanza, il resto è il peggior incubo che possiate
immaginare.
Sembra la misera nera di Falluja, anche se poi la gente non è
povera. Assolutamente.
Ma il degrado investe tutto ciò che è
competenza dello Stato.
È qui che perde la sua partita prima e fondamentale.
Arrivo a Secondigliano.
Il disgusto mi assale.
Palazzoni enormi e la miseria
più nera delle infrastrutture. Linsegna di un albero accoglie chi
arriva da queste parti: "Riservatezza e discrezione" a caratteri cubitali.
Questo è lhotel per chi va a trovare i parenti detenuti nel super
carcere di Secondigliano.
Giustamente in una zona degradata ci si costruisce
anche il carcere.
Così i criminali vedono casa dalle proprie finestre.
Eppure Secondigliano, Scampia e il Terzo Mondo è popolato da gente
onesta, abbandonata dallo Stato che non ha soluzioni per un problema così
atavico e difficile.
Radere al suolo un pezzo di città diventa veramente
lunica soluzione.
Da queste parti ora il comune regala il terreno a
chi vuole costruire aziende.
Diciamocelo onestamente, chi aprirebbe unattività
a Secondigliano? Nessuno!
A
pranzo vado in una piccola pizzeria dalle parti di Arzano. Qui si mangia a dovere
ad un presso bassissimo. Unamica mi racconta del suo lavoro: "Mi danno
600 euro a nero dal lunedi al sabato senza orario, 1 ora di pausa pranzo. Attacco
alle nove e finisco alle 8 di sera. Forse mi fanno il contratto regolare per 850
euro, ma vogliono comunque continuare a darmi 600 euro. O questo o niente da queste
parti". Questa è la realtà del degrado a Napoli Nord. Non cè
lavoro e se ce ne, la regolamentazione è una fantasia senza senso. I primi
alleati dei camorristi sono tutti gli organi preposti al controllo della regolarità
dei contratti di lavoro.
Ma forse non esistono più gli ispettori del
lavoro.
Certo è che con leconomia generale italiana a pezzi,
il sud reagisce alla grande: straordinari non pagati, orari aziendali impostati
sulle 9-10 ore, per contratti regolari al minimo sindacale (se va molto bene).
Tutti
sappiamo quanto riesce ad erogare la camorra come stipendi, soltanto per stare
a guardare se giunge una macchina dei carabinieri, riesci a guadagnare anche 800
euro per stare in mezzo alla strada.
Rimango sulla strada ad osservare la
gente.
Dalla televisione sembra che ti possono sparare da un momento allaltro:
non è vero. Muore chi fa parte del gioco criminale. E qualche innocente
che si trova sulla linea del fuoco.
Da queste parti la gente si arrangia,
ed anche tanto. Ma dove è lo Stato che impedisce il lavoro al nero, impedisce
di fatto la schiavitù in era moderna?
Latita meglio di Ciruzzo ò
Millionario.
Parlo con uninsegnate delle scuole elementari di Secondigliano:
"Non ho visto tutti questi posti di blocco in giro, qualche giorno si, ma
niente di più. A volte ho saputo dalla televisione che dietro la scuola
cerano dei morti. Qui la vita procede come sempre. Ci sono due clan che
si affrontano e devono finire la loro sfida.
I ragazzi hanno voglia di vivere
bene, i genitori rispettano il lavoro che facciamo e ci sono tanti progetti in
corso, ma il lavoro manca.
Tutto qui il problema.
Non tutti sono criminali
e preferirebbero avere una piccola busta paga invece di rischiare la vita".
Devo
riprendere la via di casa, passo a salutare degli amici. Il loro parco allinterno
di Secondigliano è una piccola città con migliaia di abitanti asserragliati
come in un fortino, allentrata un guardia giurata che da i pass per i visitatori,
e sono a Secondigliano non in un quartiere esclusivo a Hollywood!
Tutti hanno
paura di tutti, ma allinterno del fortino forse si può stare un poco
più rilassati, fintanto che non iniziano a volteggiare gli elicotteri da
guerra della polizia, si vedono correre uomini in tuta militare dovunque, mascherati
come se qualcuno avesse cambiato canale e stessimo ad ascoltare le notizie dallestero.
Ma se prendi la metropolitana in dieci minuti sei a Piazza Dante, al centro di
Napoli, al centro della retorica sulla camorra.
Non
cè soluzione, Cosimo di Lauro è stato arrestato, o comanderà
dal carcere o se non lo potrà fare, dovrà tornare il padre, e se
neanche lui potrà condurre la guerra, tra poco ci sarà un nuovo
nome sconosciuto che tutti conosceremo.
Ma anche la disperazione.