da
Panorama di Giacomo Amadori
13 febbraio 2006
(nell'immagine:
logo dei Neta)
Un codice d'onore, un test d'ingresso e tanta violenza. Chi sono
e dove comandano i gruppi che si ispirano a pericolosi modelli d'oltreoceano.
Willy
ha 17 anni ed è ecuadoriano.
Da qualche giorno è ricoverato in un ospedale di Genova con
la mascella in frantumi.
Gliel'hanno spaccata gli amici che voleva abbandonare.
Willy aveva deciso che essere un Latin King era diventato troppo
rischioso e voleva lasciare la banda.
Ora quella mascella penzolante gli ricorda che è più
facile entrare che uscire.
Angelica (il nome è di fantasia) ha pure lei 17 anni e come
Willy è ecuadoriana.
A fine gennaio quello che credeva un suo amico l'ha violentata,
sostenuto dal branco urlante.
Chi le stava sopra aveva un pendaglio al collo, che sbatteva sulla
sua faccia.
Quella collana aveva i colori dei King, l'oro e il nero.
(due
latin king nella foto a fianco) Storie di violenza, storie
di «re latini» che possono trasformare le periferie
italiane in piccole Quito o Chicago. Infatti i King, una
delle bande più temute e agguerrite del mondo , sono una
«gang-nazione», una di quelle organizzazioni con il
quartier generale dall'altra parte dell'oceano e succursali su tutto
il pianeta, uno di quei gruppi il cui capo supremo vive in America
e incarica un emissario di fondare un capitolo (una specie di filiale)
in terra straniera.
È così che sono sbarcati i King, ma anche i
loro nemici di sempre, i Neta, fondati negli anni Settanta
a Porto Rico.
Una ragnatela che ha il suo epicentro a Genova e che si sta espandendo
a Chiavari, Milano, Torino, Roma, e un po' in tutta Italia.
Per capire che stanno arrivando basta fare attenzione ai murales
che colorano le città: i simboli (per esempio le corone)
e le scritte che inneggiano ai diversi gruppi sono sempre più
frequenti.
Per
vedere all'opera le gang-nazione basta frequentare le stazioni della
metropolitana milanese o girare nel quartiere di Sampierdarena,
la base genovese dei King (sono circa 150, compresi i cugini
delle fazioni alleate).
Chi vuole incontrare i Neta genovesi (una cinquantina, i
primi arrivati in Italia) deve spostarsi nella zona dell'Acquario,
in pieno centro storico.
Perché ogni squadra ha il suo territorio e il nemico non
può violarlo.
Nelle loro riserve le bande commettono prepotenze, rapine, scippi
e violenze sessuali.
Reati per ora circoscritti all'interno delle comunità sudamericane.
Ma non ci sono solo King e Neta: in Liguria, a Milano
e nelle altre città ci sono pure i Manhattan, i Commando,
i Vatos Locos, i Pituffo e molte altre sigle,
quasi sempre alleate delle due fazioni principali.
Un
fenomeno preoccupante che il Servizio centrale operativo della Polizia
di Stato sta monitorando, anche perché nei mesi scorsi ci
è scappato il primo morto (Miguel a Genova) e hanno iniziato
a spuntare le pistole.
«Questo è un problema diffuso soprattutto nel Centro-Nord»
spiega Chiara Giacomantonio, commissario capo dello Sco «visto
che al Sud i minorenni vengono arruolati dalla criminalità
organizzata locale».
Un po' diversa è la situazione a Roma, dove i giovanissimi
che delinquono restano in maggioranza i rom dei campi nomadi.
A Milano preoccupano anche le bande di cinesi, meno strutturate,
ma molto aggressive.
«Comunque in Italia il fenomeno delle gang non è allarmante
come negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove si paventa addirittura
il coprifuoco» conclude Giacomantonio.
Queste
organizzazioni affascinano certi giovani con le loro regole, il
senso d'appartenenza, la loro storia.
I King furono fondati alla fine degli anni Quaranta a Chicago
(qualcuno dice nel Bronx, a New York) da cittadini portoricani con
l'obiettivo di trasformare il mondo in una nazione latina.
I Neta sono creatura di Carlos Torres Iriarte, detto la Sombra,
un galeotto portoricano che pensava che i detenuti più deboli
andassero protetti da quelli più violenti e organizzati.
Per questo, negli anni Settanta, fondò l'associazione Neta,
che come simbolo aveva un dito medio appoggiato sopra il dito indice.
Come dire: il più forte soccorre il più indifeso.
A Genova,
nel commissariato di Prè, una squadra investigativa composta
da tre poliziotti, tutti laureandi con tesi sulle bande, si dedica
a queste internazionali della criminalità giovanile da oltre
cinque anni.
Il capo genovese dei Neta, Douglas, è stato arrestato
in autunno dopo una rissa in territorio nemico.
Quello dei King, Maxim, per ora, è libero.
Entrambi i gruppi nel capoluogo ligure sono formati soprattutto
da immigrati ecuadoriani (qui infatti risiede la loro comunità
più numerosa).
L'età va dai 15 ai 25 anni.
«In Italia la gang con il maggior numero di affiliati
e che fa più proselitismo, soprattutto nelle scuole, è
quella dei Latin King» riferiscono alla squadra.
«I Neta sono più elitari e si rendono meno riconoscibili
all'esterno attraverso l'abbigliamento e i gesti».
I King
si trasmettono precetti filosofici (per esempio la distinzione dentro
all'uomo di una parte bianca e di una nera) e preghiere da dedicare
al capo (Amor de Rey), mentre i Neta si raccolgono in riflessione
ogni 30 del mese (anniversario della morte di Iriarte) e sulla carta
sono idealisti: non possono uccidere, rubare, drogarsi, quando indossano
i colori della nazione.
Però ogni legge può essere violata...
L'affiliato si riconosce dall'abbigliamento (vestiti larghi, da
rapper, con i colori della nazione) e dalla collanina («bip»)
che gli viene consegnata dopo il giuramento.
Come si entra in una banda?
Bisogna superare delle prove, un periodo di osservazione (l'aspirante
re latino, per esempio, si veste solo di nero, chi è già
entrato di oro e nero) e fare una promessa solenne. Il test deve
dimostrare che si è veri macho: bisogna partecipare
a una rapina (in America anche a omicidi), picchiarsi con altri
membri del gruppo o sopportare violenze (calci e pugni, mai sulla
testa) senza lamentarsi.
Le
future donne dei King, le «queene», devono avere
rapporti sessuali con il capo o con chi decide lui.
Il giuramento è il momento più importante e avviene
durante le riunioni segrete che si svolgono periodicamente per raccogliere
denaro (l'obolo è di 5 o 10 euro) che poi finisce ai vertici
della scala gerarchica.
E proprio una questione di soldi ha portato al tentativo di scissione
dell'estate scorsa all'interno dei King.
Gli affiliati di Chiavari non volevano più pagare dazio agli
hermanitos (fratellini) di Milano e Genova.
Risultato: una rissa sulla spiaggia con 18 tra arrestati e denunciati
e vari contusi.
Con l'arrivo delle gang-nazione gli scontri sono diventati più
feroci.
Prima ci si scazzottava per futili motivi, per uno sguardo in discoteca,
una parola di troppo, ma tutto finiva in poche ore. Oggi le gang
pianificano vere guerre: gli avversari si danno appuntamento in
campo neutro (per esempio una discoteca) e prima di entrare nascondono
le armi all'esterno per superare i controlli dei metal detector.
Dentro iniziano le provocazioni e alla fine della serata parte la
giostra.
Collane e cellulari sono i trofei più ricercati.
I King
a Genova si scontrano con i Neta almeno due volte al mese
(al commissariato hanno censito negli ultimi anni 140 risse) e recentemente
uno dei Neta è stato arrestato in possesso di una
pistola.
A Milano, invece, i nemici più temibili dei King (un
centinaio) sono i Commando, una piccola ma agguerrita banda
con membri in maggioranza peruviani.
Le due fazioni si riuniscono soprattutto intorno alle stazioni della
metropolitana, nei giardinetti della periferia o vicino ad alcuni
locali.
La guerra, tramandano gli aedi metropolitani, sarebbe iniziata per
una ragazza che i King volevano portare via ai nemici peruviani.
Da allora non sono mancati pestaggi e vendette, come la recente
spedizione punitiva di piazzale Loreto.
Scontri
in cui le donne rappresentano solo l'oggetto del desiderio o il
premio per il più forte.
Infatti all'interno dei vari gruppi il ruolo delle ragazze è
del tutto ornamentale.
Le «queene» dei King quasi sempre si limitano
a fare le pupe dei boss, a soddisfare i loro appetiti sessuali.
Stanno un po' meglio le colleghe dei Neta che, formalmente, predicano
l'uguaglianza tra i sessi.
Diritti violati a parte, come in una commedia di Calderón
de la Barca, la gelosia avrebbe scatenato la voglia di vendetta
a Milano.
Che si esprime anche a colpi di spray: per esempio, nel sottopassaggio
della stazione di Cimiano i commando hanno disegnato, per
sfregio, la corona dei King rovesciata.
Uno scarabocchio che potrebbe costare ancora molto «sangre»
latino.
LATIN
KING
CITTÀ: Genova, Milano, Torino, Roma.
PRESUNTI AFFILIATI: 500.
REGOLE: rispetto, onestà, unità, conoscenza, amore.
COLORI SOCIALI: oro (vita) e nero (morte).
ABBIGLIAMENTO: pantaloni larghi, bandane, cappellini.
SEGNO DISTINTIVO: collana di perline gialle e nere; rasatura del
sopracciglio.
PROVA D'INGRESSO: commettere reati (come partecipare a una rapina),
picchiarsi con i membri della banda o subire senza lamentarsi le
loro botte.
PER LE DONNE: avere rapporti sessuali con il capo o con chi decide
lui.
SIMBOLO: corona.
Gerarchia:
INCA: boss dei boss.
REY SUPREMO: chi ha ricevuto il mandato di fondare un capitolo (una
banda cittadina).
CORONA: capo capitolo.
REY: affiliato con ruolo dirigenziale.
APROBATORIA: soldato semplice.
QUEENA: donna che ha prestato giuramento.
OBSERVACION: aspirante King.
NETA
CITTÀ: Genova e Milano.
PRESUNTI AFFILIATI: 100.
REGOLE: rispettare terra e bandiera; conoscere il significato dei
colori della bandiera; non contravvenire alle regole; giurare fedeltà
all'associazione; vivere e morire per la causa.
COLORI SOCIALI: bianco (pace), rosso (protezione) e blu (quelli
della bandiera portoricana), sostituito dal nero (morte).
ABBIGLIAMENTO: largo, da rapper.
SEGNO DISTINTIVO: rosario con i colori di Porto Rico.
PROVA D'INGRESSO: picchiarsi con i membri della banda o subire senza
lamentarsi le loro botte.
SIMBOLO: Netas 150%.
Gerarchia:
JEFE: capo supremo.
PRINCIPAL: capobanda cittadino.
NETA ANZIANO: dirigente.
NETA: soldato semplice.
OBSERVACION: aspirante Neta.
ARMI
DELLE GANG:
pistole, mazze, catene, manganelli telescopici (facilmente occultabili),
coltelli da cucina senza manico.