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Thesaurus
- parole scelte
| Nell'EU 4 cittadini su 10 vengono assolti dopo il carcere. Frattini a CSM: 'Bilanciare sicurezza e libertà |
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26/07/06
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da
Ansa Roma,
26 luglio 2006Nell'Unione
Europea 4 cittadini su 10, che sono stati sottoposti al carcere preventivo, vengono
assolti alla fine del processo. E mediamente restano in prigione per più
di 3 mesi. A richiamare l'attenzione su questo problema è il vice presidente
della Commissione europea, nonchè responsabile del settore giustizia, libertà
e sicurezza, Franco Frattini, nella sua prima visita al Consiglio Superiore della
Magistratura.
Una iniziativa che non ha precedenti e che vede Frattini partecipare ad una seduta
di plenum dedicata alla costruzione dello spazio giuridico europeo.
Il vice presidente della Commissione europea parla dell'esigenza di una «migliore
collaborazione e di un partenariato più stretto tra le istituzioni europee
e le strutture nazionali come il CSM» e sottolinea l'importanza dello scambio
di esperienze e di una formazione europea per i magistrati. Ma poi il discorso
scivola sulla «preoccupazione prioritaria» della politica europea
in materia di giustizia, quella di «bilanciare sicurezza e diritti»,
in anni caratterizzati dalla minaccia del «terrorismo globale». Ed
è proprio in questo ambito che Frattini annuncia che sta per presentare
«una iniziativa europea sulle misure alternative alla carcerazione preventiva».
«La durata media della custodia cautelare conosce oscillazioni impressionanti:
si va dai 42 giorni nel Regno Unito ai 365 della Grecia - dice Frattini - con
una media di 167 giorni. In alcuni paesi solo il 9% di chi è sottoposto
al carcere preventivo e poi prosciolto, ma in altri si arriva al 76% e la media
europea è del 38%, il che vuol dire che 4 persone su 10 vanno in prigione
e poi vengono assolte».
Il costo per la collettività è
elevato: «la media è 3.079 euro al mese»; in Italia, aggiunge
Frattini citando il rapporto Jesiuit Refugee Service Europe, «è
di 2670 euro». Ma non è solo il carcere preventivo ad allarmare
le istituzioni europee, impegnati anche sul fronte della tutela della privacy.
«La difesa gelosa e puntigliosa del diritto alla privacy e alla riservatezza
dei dati personali fa parte di un impegno generale - assicura Frattini - cui spesso
si ispira anche l'azione politica del Parlamento europeo. Una difesa che va
declinata con coraggio e che non può conoscere disimpegni. È
giusto guardare con più preoccupazione allo scambio di dati che riguardi
i nostri concittadini europei che abbiamo scelto di volare negli Stati Uniti ed
è altrettanto giusto combattere, dovunque si verifichi, il fenomeno della
diffusione pubblica di atti processuali che dovrebbero restare segreti, in particolare
quando riguardino persone non coinvolte nelle indagini e dunque estranee al procedimento».
Frattini ha sottolineato anche l'importanza dell'indipendenza della magistratura:
«È uno dei pilastri dello spazio giuridico europeo su cui misuriamo
la possibilità o meno che uno Stato candidato entri nell'Unione Europea».
A rimarcare l'impegno del Csm per la costruzione dello spazio giuridico europeo
è stato il vice presidente Virginio Rognoni: «Abbiamo lavorato
molto in questa direzione e abbiamo dato una forte mano alla costruzione di una
Rete di formazione dei magistrati e dei consigli della magistratura».
Luigi
Berlinguer, che il presidente della Rete europea dei Csm, ha commentato così
la visita di Frattini: «Il valore politico della sua gradita presenza al
Csm sta nel messaggio emblematico ma concreto rivolto alla magistratura italiana
e al suo organo di autogoverno, che devono diventare più europei, devono
spingere il processo europeo; e lo devono fare all'insegna dell' integrazione,
nel dovuto equilibrio tra le esigenze di efficacia della giustizia e quelle di
garanzia dei diritti e delle libertà dei cittadini».
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