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Thesaurus
- parole scelte
| 'Così prendiamo quasi tutti i rapinatori' |
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G. San.
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da
la
Repubblica di G. San.
Milano, 8 marzo 2008
Sanno
che ci sono le telecamere e nascondono il viso, ma le immagini danno
comunque spunti utili
Eccezionale
qualità dellimmagine.
Possibilità di utilizzarla quasi in tempo reale. Banche dati
molto dettagliate.
Se cè un reato in cui le telecamere sono cruciali,
è lassalto alle banche.
E grazie ai fotogrammi immagazzinati da polizia e carabinieri, a
Milano gli investigatori risolvono una quantità impressionante
di rapine, una percentuale che si avvicina al 90 per cento.
«I risultati dice il capo della Squadra mobile milanese
Francesco
Messinasono dovuti anche alla grande sensibilità e
agli investimenti delle aziende. La raccolta e lanalisi dei
dati porta molti frutti».
Spesso
funziona il meccanismo del «grappolo»: «Attraverso
la comparazione delle immagini spiega Antonio Bolognani,
che comanda il nucleo investigativo dei carabinieri di Milano
spesso si riesce ad addebitare a un bandito arrestato molti altri
colpi che ha commesso in precedenza».
Oggi sono sempre meno le grandi bande di rapinatori, si tratta più
spesso di «banditi mordi e fuggi continua Bolognani
di non grandissimo spessore criminale, ma comunque recidivi.
Sanno che ci sono le telecamere e cercano di nascondere il viso
quando entrano in banca, ma spesso le immagini danno comunque spunti
utili».
Partendo da un fotogramma arrivato dallEstonia, qualche mese
fa i carabinieri hanno concluso lindagine su un gruppo di
rapinatori dellEst.
Prima dellarresto, in due anni avevano svaligiato 100 gioiellerie
in mezza Europa, tra cui Tiffany in via della Spiga.
Risultati
così evidenti nel contrasto di certi reati possono influenzare
le scelte nel dibattito sicurezza/privacy: «Gli obiettivi
raggiunti riflette Mario Giolfo, responsabile settore video
dellAnciss, aziende che producono e montano telecameredimostrano
la validità dello strumento».
E sulla privacy: «I cittadini conclude Giolfo
non vengono osservati di continuo.
Nella stragrande maggioranza dei casi, se non ci sono esigenze giudiziarie,
le loro immagini vengono registrate e dopo alcuni giorni distrutte.
Senza che nessuno le veda».
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