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Indice
La sfida e gli inganni
Anna Maria Ercilli
La sfida continua
Carillo Aniello
Nel rispetto degli altri
Massimiliano
Lottare per i sogni
Gaia S.
Quando possiamo farcela
Diana Z.
La vostra sfida
Roberto Tucci
Voglio vivere alla luce
Gaia
La linfa della vita
Anna
La sfida impossibile
Alessandro De Lucia
Uomini e non conigli
la Bona
Quotidianità e politica
Betta C.
Anch'io, con voi
Lorenzo A.
Cercando emozioni e parole
Debora Mastroianni
Essere liberi
Elisabetta Mennea
Disponibili a soffrire e anche a perdere
Marsia
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Andrea
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Beppe Bruni
L'equilibrio e la sfida
E.R.
Il dubbio di non averne una
Giovanna Ragaini
Abbattere le mie paure
Alessandra M.
La sfida più difficile
Salvatore S.
Un metro o un mezzo
Sandro
La vera sfida
Federico
Ricerca di vita e di amore
Arianna
Vincere, per te e per gli altri
Anna Lonati
Spaccare il mondo, insieme
Franca De Lucia
Senza strascico
Franca Sala
Il pane di tutti i giorni
Lorenzo Bencivelli
Fuori dalla trappola
Barbara
La parte della vita
Simona Rita Saletti
Ricordi e sfide di uno, di tutti
Sergio Longhi
La mia sfida
Dora CL
La prima paga
Lido Pincardini
Davide contro Golia: la forza dell'innocenza
Roberto Giannoni
A cosa serve?
Santino Stefanini
La sfida di dare se stessi
Salvatore Marchisella
La mia sfida
Valdimar Andrade D. S.
Un vento della vita
Sisto Rossi
La sfida per Ivano, detenuto a San Vittore
Ivano Longo

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Nella Zona Franca si parla di:
La liberta'
La sfida.
Zona Franca - la sfida
La sfida e gli inganni
Anna Maria Ercilli

Stava lì nel centro del soffitto al risveglio, il vuoto del futuro.
Oggi sono qui, mi dicevo, ma domani, fra un mese, un anno, dove sarò?
Preso un diploma, l'inizio di un lavoro e, quell'ansia, dentro, di
essere nel posto sbagliato.
Così sino all'arrivo dell'estate, poi il mare. Andavo al molo ad ascoltare la forte voce del mare in burrasca.
Così vorrei essere: capovolgere il ritmo delle giornate.
Scegliere.
Sul posto c'era quello che cercavo, una scuola professionale per Infermieri.
Gli zii vicini davano una garanzia di controllo ai miei apprensivi
genitori.
Non fu certo semplice, né senza difficoltà. Dovevo adattarmi alla vita, sola di fronte alla sofferenza, alle insidie nascoste nel formalismo dei rapporti.
Cercavo la vita autentica.
Dovevo distinguere fra l'idealismo e la realtà che accelerava i circuiti della conoscenza per non soccombere agli inganni.

La sfida fra il timido sentire incapsulato in un mondo appartato e l'irrompere del "tutto".
La malattia limita e imprigiona, prende a tradimento nel pieno della vita.
Colpisce parallela ad altri dolori.
Almeno non fa distinzioni.
Niente era facile, neppure il lavoro, neppure i sentimenti.
Ti portavi nel sonno l'affanno, il respiro del coetaneo morente.
La sensazione che l'assistere non fosse solo altruismo e professionismo, ma anche una forma di potere.
Nel pensiero è tornato il rovello di essere nel posto sbagliato. Non sono andata lontano.Non ho sfidato il futuro e cambiato lavoro.
Solo con la mente trovo l'uscita verso la libertà ideale e della parola.