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TORRE UMANA DI DETENUTI FORSE AIUTO' GLI EVASI DA SECOLO XIX - IMPERIA- 21/08/2006
L'ipotesi che anche altri detenuti abbiano favorito la fuga di di Ferragosto di tre detenuti dal carcere di Imperia si affaccia e prende piede nell' inchiesta giudiziaria sulla clamorosa evasione. Nel campetto di calcio, a quanto pare non sottoposto a controllo in quel momento, alcuni carcerati invitati a prestare aiuto ai fuggiaschi potrebbero aver addirittura realizzato una sorta di torre umana per consentire ai tre, Qemal Hoxha, Gianni Abbagnato e Michele Sannini, di superare la rete di protezione alta 4 metri e raggiungere il terrapieno e poi le mura del penitenziario. Difficile immaginare che abbiano raggiunto la traversa della porta del campo e poi da questa si siano arrampicati a mani nude sulla rete. Sarā il filmato, non certo la collaborazione e la confessione degli interessati (la videocassetta č stata consegnata al magistrato e non ancora completamente visionata), a chiarire se c'č stato o meno il favoreggiamento all'evasione. Nel frattempo procede l'indagine dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Ersilio Capone, sul caso. Non vengono escluse altre responsabilitā oltre quella giā ravvisata nei riguardi di un agente di polizia penitenziaria raggiunto da avviso di garanzia per omessa custodia, reato considerato colposo, non doloso. Quest'oggi il magistrato, assieme ai carabinieri, eseguirā un nuovo sopralluogo, un'ispezione dei luoghi per verificare le varie ipotesi sostenute. "Il provvedimento sinora adottato, quasi certamente, non sarā l'unico di questa inchiesta - spiega il procuratore capo, Bernardo Di Mattei - intendiamo andare a fondo". Intanto proseguono gli accertamenti da parte del provveditorato di Genova per stabilire eventuali responsabilitā amministrative. Come pure proseguono da parte delle organizzazioni sindacali le segnalazioni di protesta all' insegna de "l'avevamo detto". Sappe, Osap, Cgil, Cisl e Uil, hanno espresso solidarietā nei confronti dell 'agente indagato e evidenziano che: "la carenza di personale non giova sicuramente alla sicurezza dell'istituto. Corre l'obbligo sottolineare che le organizzazioni hanno sempre tutelato e tuteleranno sempre gli interessi legittimi di tutto il personale. Respingiamo ogni accusa, sostenuta da un' altra organizzazione, riferita al nostro sostegno di molte direzioni penitenziarie": E aggiunge il segretario generale aggiunto del Sappe, Roberto Martinelli: "Imputiamo le responsabilitā ai "colletti bianchi", provveditorato regionale e ministero, che da anni e anche di recente, attraverso la nostra diffusione di un libro bianco, erano a perfetta conoscenza delle disfunzioni presso la casa circondariale di Imperia".